ossigeno terapeuticoFederfarma, in seguito ad una segnalazione giunta dall’associazione provinciale di Vicenza lo scorso 1 marzo, è venuta a sapere di «gravi difficoltà in cui si trovano le farmacie della provincia per approvvigionarsi di ossigeno terapeutico». Pertanto, il sindacato dei titolari di farmacia è intervenuto, spiega, «con una apposita nota nei confronti dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del ministero della Salute, non solo per evidenziare tali difficoltà nelle forniture, ma anche per chiedere misure in grado di superare le diverse criticità che tuttora sono riscontrate dalle farmacie nell’approvvigionamento di tale farmaco». Nella missiva, Federfarma spiega che «a distanza di solo un mese dall’efficacia definitiva del divieto di riempimento da parte delle aziende produttrici di gas medicinali di bombole non di loro proprietà, i segnali che pervengono non sono rassicuranti». Secondo l’associazione, la segnalazione arrivata da Vicenza conferma infatti «il timore più volte prefigurato nei mesi scorsi circa la non sufficiente capacità delle sole bombole di proprietà delle aziende produttrici di far fronte alla domanda proveniente dal territorio». La lettera sottolinea quindi il fatto che problemi di particolare rilevanza rischiano di essere generati in particolare nelle aree rurali del Paese: in tali contesti, «la farmacia, spesso rappresentando l’unico presidio sanitario del territorio, disponeva, sino allo scorso 31 gennaio, di un adeguato numero di bombole per far fronte alle prevedibili contingenze locali che oggi, attese le nuove condizioni di fornitura previste da molte aziende, non è più in grado di garantire». È per tutto ciò che Federfarma ha rinnovato all’Agenzia del Farmaco e al ministero della Salute l’invito – già formulato nel giugno del 2017 – «ad affrontare nell’ambito di un apposito Tavolo, esteso anche alle aziende produttrici ed a tutta la filiera, le questioni che rimangono ancora da risolvere in tale materia».

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