farmacieuniteIn riferimento all’articolo, a firma di Francesco Giavazzi, pubblicato sul Corriere della Sera il 28 marzo scorso, intitolato “Salviamo la legge anti-lobby”, seguito dall’intervista al ministro del MISE Federica Guidi il 30 marzo, sulla stessa testata, nel servizio “Avrei aperto di più i mercati ma il Paese fatica a cambiare” Alessandro Cupellini, farmacista associato a Farmacieunite ha presentato una propria replica “all’accusa rivolta alla professione”. Farmacieunite, associazione di farmacisti, riporta le parole del farmacista attraverso un comunicato inviato agli organi di informazione.

“Egregio Dottor Giavazzi,
Mi chiamo Alessandro Cupellini e sono un farmacista.
Probabilmente, ai suoi occhi sono anche uno di quei titolari di “aziende inefficienti che lucrano ricche rendite” di cui parla nell’articolo pubblicato oggi sul Corriere (“Salviamo la legge antilobby”).
Mi permetta di farle notare che nelle sue argomentazioni mi sembra di vedere una contraddizione, laddove lei pare considerare con favore l’ingresso di società di capitale nella titolarità delle farmacie, poiché questo permetterebbe “economie di scala”. Ora, anche tralasciando il fatto che non si capisce (e lei non spiega) quali giovamenti potrebbe trarre un cliente da eventuali economie di scala, quel che appare incomprensibile – di più: assurdo – è il suo auspicio di “salvarci dalle lobby” consegnando le farmacie italiane nelle mani di grandi gruppi multinazionali. O forse lei pensa, professore, che migliaia di giovani imprenditori illuminati riusciranno magicamente a creare geniali start up, realizzare enormi campagne di crowdfunding, fondersi in cooperative, e superare la concorrenza di aziende che fatturano miliardi di euro? Le dice niente il nome Boots?
Davvero lei crede che i farmacisti italiani siano una lobby capace di una pressione in parlamento e senato superiore a (faccio un nome a caso) Nestlé?
Davvero lei crede che un modello di farmacia basato sulla GDO porti vantaggi al cliente? Davvero lei crede che sarà ancora possibile per una singola persona continuare come oggi ad acquistare (o ordinare) il farmaco equivalente di una determinata ditta, quando la proprietà del distributore di farmaci (grossista) e del singolo punto vendita coinciderà? Davvero un professore della Bocconi è così ingenuo?
Quando parla di superamento della pianificazione numerica delle farmacie, è sicuro di conoscere l’argomento meglio di me e dei miei colleghi? Ha mai provato ad informarsi sui disastri avvenuti nei due paesi –Belgio e Grecia- che nel passato hanno abolito la cosiddetta pianta organica (e che hanno fatto marcia indietro quando hanno visto che intere regioni erano rimaste scoperte perché tutti i titolari di farmacia si erano trasferiti nelle città)? Ha provato a parlare con i farmacisti greci nei piccoli paesi? Lo faccia, quasi tutti hanno studiato in Italia, e potranno dirle quali livelli di assistenza si possano garantire quando non si arriva alla fine del mese. Provi a vivere nell’entroterra greco, invece che a Milano, poi torniamo a discuterne. Proviamo a lasciare libero il numero delle farmacie, come da lei auspicato, poi vediamo a chi si potrà domandare di fare i turni notturni (gratuitamente) se i soldi per pagare i collaboratori non ci sono.
La pianta organica serve a garantire la capillare reperibilità del farmaco su tutto il territorio nazionale, e può essere garantita solo salvaguardando il bacino di utenza necessario alle farmacie per sopravvivere economicamente. Farla saltare vuol dire lasciare sguarnita metà dell’Italia, le zone montane, tutte le frazioni disagiate o sotto popolate.
Quando si augura la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (che non sono medicinali da banco, ma richiedono ricetta), immagino lei sappia che il prezzo di questi è stabilito per legge su tutto il territorio nazionale dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e non dalle farmacie. Dunque, un numero maggiore di esercizi a cosa gioverebbe, dato che i prezzi non sono modificabili? Perché voi giornalisti continuate a ripetere questa grave inesattezza?
Sono certo che avrà ottime risposte a tutti questi miei dubbi. E poi, il giornalista ha sempre l’ultima parola e riesce agevolmente ad avere ragione.
Mi permetta però un consiglio: per fare bene il suo lavoro di giornalista, segua la regola che impone di informarsi e di valutare senza pregiudizi le posizioni diverse dalla sua”.

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23 Commenti

  1. Oltre alla Nestle, proporrei la Total che va tanto di moda in Parlamento.
    Vada da se che abbiamo letto una delle pagine più nere del giornalismo italiano.
    Se avevo dei dubbi sul Corriere ora non ce li ho più..dimenticavo forse che loro sono sovvenzionati a pioggia dallo Stato per dire queste cose. SI!

  2. Bravo!
    I fatti di queste ore, inoltre, dimostrano dove siedano veramente le lobbies e che potere di condizionamento abbiano
    p.s. Indovinello. Una imprenditrice, membro di confindustria che diventa ministro del governo italiano per lo svilupp economico quali interessi può appoggiare?
    E ancora se un farmacista fosse divenuto misistro della salute cosa sarebbe successo e cosa avrtebbe detto l’esimio prof Giavazzi ?

    • Giorgio Siri- Presidente Federfarma
      “Finanziamo con cifre che singolarmente vanno da un minimo di alcune migliaia di euro a un massimo di diecimila euro per singolo parlamentare.”…..”Noi con questi finanziamenti speriamo di rendere edotti i parlamentari, di spiegare le perplessita’ che alcuni provvedimenti possono crearci, essendo farmacisti facciamo proprio le cose con il bilancino. I due schieramenti prendono esattamente la stessa cifra”…. “Siamo andati sull’ordine di 250 mila euro complessivi, quindi 125 mila uno, 125 mila l’altro, che sono la somma di tanti 5 mila, 10 mila, 7 mila tre mila, 8 mila dei vari parlamentari”….

      Sono 4, su 31 candidati segnalati alla Fofi, i farmacisti che siederanno in Parlamento per la XVII Legislatura. Per Luigi D’Ambrosio Lettieri e Rocco Crimi si tratta di conferme, essendo già stati rispettivamente senatore e deputato nella scorsa Legislatura. Mentre il presidente della Fofi, Andrea Mandelli farà il suo ingresso in Parlamento per la prima volta. Primo incarico anche per Fabrizio Di Stefano, eletto per la Camera nella lista della Regione Abruzzo. Eletta alla Camera anche il medico e figlia di un farmacista, Dorina Bianchi.

      I farmacisti che interesse avranno a finanziare partiti e ad entrare in parlamento?

  3. caro collega,
    purtroppo lottiamo contro i mulini a vento, e purtroppo per noi, riempirsi la bocca di questi venti di liberalizzazioni, per soggetti del genere, rende di più..!
    hai detto proprio bene, “per fare bene il suo lavoro di giornalista, segua la regola che impone di informarsi e di valutare senza pregiudizi le posizioni diverse dalla sua”.
    Ma purtroppo la colpa non è sua, bensì di quei politici, e tra i tanti, …senza fare nomi, BERSANI, al quale auguro una lunga vita da pensionato in uno stato come la Grecia, a verificare magari di persona cosa significa la Farmacia italiana rispetto a quella che lui avrebbe voluto, semplicemente recandosi, come tanti della sua età, alla farmacia sotto casa per il ritiro dei farmaci necessari a farlo vivere ancora cent’anni.
    Non c’è nulla da fare, considerano il farmaco un bene di consumo con tutte le logiche ad esso correlate…, questo è il problema!

  4. Carissimo collega Cupellini,

    personalmente il mio grazie per la fin troppo calibrata e puntuale risposta che hai rivolto al dott. Giavazzi di cui
    meraviglia, non da poco, la superficialità, la pretestuosità e la preconcetta posizione nei confronti della categoria.
    Come si fa a non sospettare che tutti coloro che parlano di noi non si siano fatti l’idea della farmacia passeggiando davanti alle lussuose e svavillanti farmacie del grande e ricco nord, da cui emerge quello stereotipo di farmacia a cui anela il capitale che dovrebbe assicurare quel calmieramento dei prezzi a cui allude Giavazzi.
    Ingenuità, disinformazione o addirittura…. malafede…?
    La verità Dott. Giavazzi non è nella nostra posizione che essendo di parte potrebbe essere scontata ma essendo l’attuale impianto della farmacia sostenuto e difeso dalla corte di giustizia europea che, credo, non sia in odore di lobbysmo ha riconosciuto, per la peculiarità del territorio nazionale, dover difendere l’impostazione distributiva del farmaco così come attualmente è.
    Ometto per non cadere nella vanagloria e nell’ autoesaltazione il ruolo di “questa” farmacia come valore sociale e assistenziale vero e proprio che, non è tipico di un processo lobbystico e di cui sono pronto a darle
    dimostrazione invitandola per qualche ora a vivere nella mia farmacia e in quella di tantissimi altri colleghi che quotidianamente e onestamente fanno il lavoro di farmacisti. Cordialmente. Giuseppe Leone

  5. Caro collega, bisognerebbe chiedere al dr Giavazzi come mai il libero mercato porti al fatto che da un mese NON si trovi in Italia un solo pezzo di insulina, che si “allocca” (usando un termine caro agli economisti) dove + conviene, ossia dove il pp è maggiore….il libero mercato si autoregola, bellissimo, ma non è cosi, in quanto da un mese non recupero farmaci dal grossista, utilizzo il servizio sos ma ad un certo punto mi è stato risposto ” qs mese ha già usato tropo il servizio sos e e quindi non autirizziamo + l’invio”; qs storture sono un effetto collaterale del libero mercato, oppure è l’essenza del libero mercato stesso? Oggi la farmacia è in concorrenza sui sop, sugli otc, sul parafarmaco, sul veterinario, mantiene solo la fascia C e la fascia A: la pianta organica garantisce una equa distribuzione delle farmacie sul territorio nazionale, mentre le para e la Gdo ha sempre aperto, in modo lecito, dove conviene di +: dal campo avverso MAI si sente parlare di capillarità o di libera apertura della faramcia, in quanto ben sanno che una libera apertura vincolata alla pianta organica è “meno conveniente” di una parafarmacia o corner gdo che NON ha nessun vincolo con il territorio o la popolazione…..gradirei sapere l’opinione dr dr Giavazzi, che penso legga qs righe, come gradirei sapere se il dr Giavazzi concorda con alvuni politici che hanno parlato di risparmi del 51% con l’uscita della C: risparmi io intendo uno sconto pp del 51%; se compro al 34% netto iva, come faccio a praticare uno sconto pp del 51%, senza andare in perdita? Grazie

  6. Alessandro Capellini io la ringrazio. Sarà pure la nostra posizione in comune, l’appartenere entrambi alla “lobby” dei farmacisti titolari, ma penso che in primis non si possa far altro che ammettere la logicità delle Sue osservazioni. Ed è facile, in realtà, quando si conosce l’argomento.
    Ma a quanto pare in Italia questa non è più una prerogativa, non è più necessario approfondire per poter dare degli spunti, delle idee (magari nuove!) al pubblico, all’opinione pubblica.
    E Lei ha citato giustamente quelle che io ritengo alcune delle migliori basi per una considerazione completa sul nostro sistema; ma non tutte, probabilmente per ovvie ragioni di spazio e tempo.
    E allora vorrei solamente aggiungere una domanda, al Dottor Giavazzi: mi spiega per favore cosa non ha funzionato sia in Inghilterra che in Germania considerato che la prima, a quasi parità di abitanti, possiede sul territorio qualcosa come 13000 farmacie (lei sa bene quante sono in Italia vero?) e la seconda, con venti milioni di abitanti in più, ha un numero pari alle nostre?
    Vada ad informarsi sulla chiusura delle tante farmacie tedesche negli ultimi 5 anni.
    Si è mai chiesto come potrebbe svilupparsi una vera e propria concorrenza su un prodotto, IL FARMACO CON RICETTA MEDICA, che segue tipicamente un andamento anelastico nelle vendite?
    La risposta è semplice: non si può.

    Non aggiungo altro, il mio collega La aveva già egregiamente invitata ad informarsi meglio e a valutare senza pregiudizi.
    Volevo, forse un po’ colpevolmente ma di sicuro in buona fede, rincarare la dose.

  7. È abbastanza grave che il collega non sappia che nel decreto monti del 2012 tra le altre cose fu prevista la possibilità di fare sconti anche sui farmaci da ricetta.
    Non certo per aumentarne i consumi, trattandosi di farmaci su prescrizione, ma per incentivare concorrenza e risparmi.
    Davvero il collega non lo sa questo? Quindi dal 2012 ad oggi non ha fatto nemmeno un centesimo di sconto sui farmaci da ricetta?
    Consiglio di aggiornarsi onde evitare cantonate.
    Tanto più che i vituperati farmacisti di Parafarmacia da tempo cercano di mettere in guardia i colleghi aristocratici di farmacia sui rischi dell’ingresso dei capitali e delle multinazionali, riscontrando solo disinteresse e insulti. Erano troppo impegnati a festeggiare l’ennesimo scampato pericolo di fuoriuscita della fascia c dalla farmacia.
    Con l’avallo dei vertici di Federfarma si preferisce consegnare le farmacie Italiane alle multinazionali piuttosto che permettere a farmacisti laureati e abilitati di lavorare appieno.

  8. NON SCENDIAMO DI LIVELLO A DISCUTERE.
    NESSUNO DISTRUGGE UN SISTEMA CHE FUNZIONA E CHE E’ SOSTANZIALMENTE SANO.
    SIAMO CONTENTI DI ESSERE FARMACISTI, LA GENTE CI STIMA E CI VUOLE BENE, PAGHIAMO LE TASSE, E LA NOSTRA PROFESSIONE CI GRATIFICA IN TUTTI I SENSI. GLI INVIDIOSI..? .CHE ROSICHINO!

    • come si può esser certi che il sistema funziona? ci sono delle alternative che permettono una comparazione?
      il “sostanzialmente sano” include le truffe all’SSN, l’abusivismo professionale e lo sfruttamento di personale laureato e abilitato impiegati come tirocinanti?
      questa professione deve uscire da questo campanilismo e provincialismo, sono cambiati i tempi, non basta più alzare la serranda e limitarsi a staccare fustelle o vendere merce da supermarket

      • alternative ve ne sono, e sono i modelli neoliberisti dove si è smantellata la pianta organica e vi è stata una desertificazione del numero di farmacie (Francia, Belgio e Grecia)
        Si vuole il libero mercato, e libero mercato sia: apertura libera, sopravvive solo chi è + bravo, o forte???, e che si apra dove conviene di +……ed intanto da 2 mesi NON si trova un solo pezzo dal grossista di un noto farmaco…..viva il libero mercato!!!

        • Francia modello neoliberista?! Svezia, Inghilterra, Germania, sono tutti sistemi dove non esiste la pianta organica, ci sono delle regole per l’apertura delle farmacie, ma non come in italia, dove bisogna aspettare decenni per i concorsi, dove vengono sanate le sedi e le concessioni governative vengono ereditate.
          Tutti sistemi misti dove convivono realtà di titolarità individuale e le grosse catene.
          Per quanto riguarda il mercato parallelo, in italia ci sono circa 200 grossista, in germania 16 e nel regno unito 9, svezia 2…. L’italia è il paese al mondo con numero più alto di distributori farmaceutici, ma chissà perchè.
          E continuiamo con la litania che il nostro è il sistema farmaceutico migliore, apprezzato dal cittadino

          • ma come, si è per il libero mercato sulle farmacie, ma sui grossisti il fatto che ve ne siano 200 è un problema: non capisco qs differenza di visione.

            • allora non è chiaro il concetto, le regole ci devono essere, ma devono essere uguali per tutti e soprattutto si dovrebbe partire tutti dallo stesso piano, i meritevoli e capaci dovrebbero andare avanti, ne gioverebbe sia la professione che il cittadino. Ma dato che siamo in italia, ciò non accade, e ho preso come riferimento paesi dove o non esiste la pianta organica (germania) o dove c’è totale liberalizzazione e coesistono sistemi a gestione individuale e tramite le catene/capitali (Svezia e UK). In questi paesi il sistema regge, c’è un equilibrio tra stato/assicurazioni sanitarie, farmacie e grossisti. In italia c’è solo conservatorismo e lotta tra lobbies, la spunta chi mette di più sul piatto e piazza più membri in parlamento

  9. Finalmente un collega che ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno mettendoci la faccia. Siamo stufi di tutta questa confusione. I ministri facciano politica senza interferire. Che ad Alliance Boots faccia gola l’Italia già si sapeva da tempo. Che si sforzino a migliorare i loro utili fornendo servizi ai farmacisti nella distribuzione. Senza certezza nel futuro e con continui attacchi alla farmacia si ferma uno dei pochi settori efficienti e virtuosi.

  10. L’esimio prof. Giavazzi e’ naturalmente libero di esprimere le sue opinioni, anche se non tiene conto che solo in Italia esiste questo esercizio commerciale chiamato Parafarmacia, che aspira ad essere trasformato in Farmacia. Piu’ logico sarebbe sostenere la liberalizzazione del numero chiuso delle Farmacie, anche se varie esperienze provano i danni che porterebbe al servizio. Non si capisce, poi, perche’ la concorrenza dei prezzi dovrebbe sussistere solo fra questi due distinti punti vendita, come se, fra le Farmacie non esistesse una competizione, che si concretizza anche con una concorrenza sui prezzi. E’ utile ricordare che solo ultimamente la legge ha reso possibile lo sconto su tutti i farmaci, prima tassativamente proibito. E’ stata quindi questa nuova norma e non l’istituzione delle Parafarmacie a creare questa forma di concorrenza.
    Per quanto riguarda il caso della ministra Guidi e la sua intervista al Corriere, c’ e’ da chiedersi come possa parlare di liberalizzazioni e concorrenza chi, ricoprendo cariche cosi’ importanti, utilizza la propria posizione per favorire il proprio compagno.

  11. Ottimo intervento del collega Alessandro, figlio del tanto Paolo, caro amico e Presidente di Federfarma Veneto (allora UnifarVe) e anche Consigliere di Federfarma nazionale. A parte una insignificante svista sul prezzo dei medicinali di Classe C che, da Monti in poi e’ libero, mi colpisce la sua tenera ingenuità nel credere o pensare che al Bocconiano o al Giornalista interessi minimamente dei cittadini italiani, della loro salute, del servizio farmaceutico 365 giorni l’anno, 24ore al giorno, e della sua capillarità, del SSN nella sua interezza e nella assistenza sanitaria universalista del nostro paese. Anzi probabilmente, nemmeno li conoscono i principi costituzionale e giuridici che sostengono tutto questo. Loro due, forse su diciamo spinta delle multinazionali produttrici e distributrici, sono interessati solo ad enfatizzare il libero mercato (che nulla c’entra cn la sanità pubblica) e alla libera concorrenza che tanti danni ha provocato in tutto il mondo in ogni settore, promettendo vantaggi ai consumatori (che in sanità non sono tali ma utenti) mai mantenuti e anzi ingannati e traditi allo scopo di lucrare fregandosene delle conseguenze sulla salute. Quei due signori, come gli economisti e i burocrati e i politici, a busta paga delle multinazionali imperanti ovunque, fanno solo sfoggio di concetti obsoleti (del XVIII secolo) liberisti ma liberticidi che non se ne fregano nulla della protezione da parte dello Stato dei propri cittadini, visti invece come ebeti e attoniti consumatori intontiti da pubblicità, offerte e promozioni a vantaggio solo della finanza proprietaria di estrazione, produzione, pubblicità e distribuzione di beni materiali che non possono e non devono essere i medicinali poiché essi sono in realtà beni sanitari che devono essere sotto il controllo dello Stato e degli operatori allo scopo riconosciuti e autorizzati in modo tale da servire tutti e sempre bello stesso modo, si medesimi costi e a vantaggio solo dei cittadini. Dott. Maurizio Guerra

  12. secondo voi perché giornalisti, politici, associazioni dei consumi, professori esimi, antitrust e chi più ne ha più ne metta, si battono contro le farmacie ridicolamente considerandole Lobby( dimenticando che quelle vere sono le multinazionali della distribuzione)con un accanimento sembra senza interesse? La risposta è semplice questi individui sono stati tutti “compensati” proprio da parte di chi ha il vero interesse di spartirsi la torta della farmaceutica cioè le multinazionali di cui sopra

    • Che sia una lobby è fuor di dubbio:
      Giorgio Siri- Presidente Federfarma
      “Finanziamo con cifre che singolarmente vanno da un minimo di alcune migliaia di euro a un massimo di diecimila euro per singolo parlamentare.”…..”Noi con questi finanziamenti speriamo di rendere edotti i parlamentari, di spiegare le perplessita’ che alcuni provvedimenti possono crearci, essendo farmacisti facciamo proprio le cose con il bilancino. I due schieramenti prendono esattamente la stessa cifra”…. “Siamo andati sull’ordine di 250 mila euro complessivi, quindi 125 mila uno, 125 mila l’altro, che sono la somma di tanti 5 mila, 10 mila, 7 mila tre mila, 8 mila dei vari parlamentari”….

      Sono 4, su 31 candidati segnalati alla Fofi, i farmacisti che siederanno in Parlamento per la XVII Legislatura. Per Luigi D’Ambrosio Lettieri e Rocco Crimi si tratta di conferme, essendo già stati rispettivamente senatore e deputato nella scorsa Legislatura. Mentre il presidente della Fofi, Andrea Mandelli farà il suo ingresso in Parlamento per la prima volta. Primo incarico anche per Fabrizio Di Stefano, eletto per la Camera nella lista della Regione Abruzzo. Eletta alla Camera anche il medico e figlia di un farmacista, Dorina Bianchi.

      L’ingresso dei capitali (che tra l’altro esiste già in Italia, vedi farmacrimi, matachione group etc) è voluto da federfarma e da parecchi dei suoi associati, chi per risanare i conti in rosso delle proprie farmacie, chi per aumentare il proprio “impero”. Difendendono il proprio integerrimo operato in contrapposizione ai gruppi di potere finanziario o politico che minerebbero la salute pubblica e che annienterebbero la ruralità e la capillarità del servizio. (che poi ancora non si capisce per quale motivo ci siano paesi con 8/9 mila abitanti con una sola sede farmaceutica e a concorso vengano inserite sedi in comunità di poche centinaia di anime).

  13. Buon giorno, sarà il caso di informare il dr. Alessandro Cupellini che prima di scrivere sarebbe opportuno documentarsi ma essendo farmacista dovrebbe ben sapere che il prezzo dei Farmaci di fascia A e C è libero da diversi anni per il resto ……!

  14. MOLTI FARMACI DI FASCIA A IN ITALIA COSTANO TANTO MENO CHE IN EUROPA, TANTO CHE HANNO CREATO UN COMMERCIO. INVECE I FARMACI DOVE CI SONO STATE LE LIBERALIZZAZIONI COSTANO DI PIU’. I MACRO SISTEMI CREANO POVERTA’ E DISPERAZIONE PERCHE’ ESALTANO IL LIBERISMO E L’ACCENTRAMENTO DI RICCHEZZA. I GIOVANI LAUREATI NE PAGANO LE CONSEGUENZE CHE LAVORANO IN PARAFARMACIE “ABERRAZZIONE AMMINISTRATIVA” A POCHI SPICCIOLI AL MESE CON IL RICATTO DI ESSERE INVIATI A LAVORARE DALLA SERA ALLA MATTINA A CENTINAIA DI KM.
    POI CI SONO I FURBETTI, IN ITALIA CE NE SONO DI TUTTI I TIPI E FORME, CHE INTANTO APRONO LA PARAFARMACIA, POI FANNO LE BIZZE E PRETENDONO CHE LA SI TRASFORMANO IN FARMACIA. CI SONO TANTE FARMACIE IN ITALIA IN ATTESA DI TITOLARI, MA ANDARE IN UN PAESINO FA TANTO SACRIFICIO. TANTISSIMI COLLEGHI, IO COMPRESO, HANNO PRESO LA VALIGETTA E SONO PARTITI, FACENDO TANTI DEBITI E LAVORATO TANTO.
    POCA ARROGANZA, UN PO’ DI UMILTA’.. E PEDALARE.
    UN CONSIGLIO PER TUTTI I SIGNOR PUGLIESE (DIRETTORI SUPERMERCATI) ASCOLTARE COSA DICE SGARBI SUL SUO SITO. ANCHE A LORO NON FAREBBE MALE UN BAGNO DI UMILTA’.
    ANCHE VEDENDO REPORTER DI DOMENICA 10 APRILE SI VEDE COSA SUCCEDE CON TUTTI I MACRO SISTEMI….MANGIAMO LETTERALMENTE LA M…..

    • Costano meno perchè il prezzo è concordato tra industria ed aifa e cipe, le quali tirano sempre molto più al ribasso rispetto agli enti preposti negli altri stati UE. Mentre la classe C e gli otc costano meno negli altri paesi UE. questo accade in paesi notoriamente poveri e sottosviluppati come germania, uk e paesi scandinavi…
      E poi basterebbe verificare quali sono i grossisti che praticano commercio parallelo, dato che in italia sono circa 200 mentre nei paesi sopraccitati si arriva a poche unità. E vediamo se si tratta di grossi sistemi o colossi multinazionali che praticano tale smercio.
      i giovani e meno giovani laureati hanno pagato e continuano a pagare le conseguenze di un sistema chiuso, non meritocratico come quello italiano. Dove abusivismo professionale (magazzinieri e parenti dei titolari non laureati al banco), sfruttamento del personale laureato ed abilitato con “contratto” da tirocinanti e nessuna tutela contrattuale sono la regola e non l’eccezione.
      eh già, che arroganti questi furbetti che si oppongono a questo perfetto sistema.

  15. tre notizie golose:
    1-aperto straipermercato a milano con 200 negozi, migliaia di mq di esposizione, capienza contemporanea di 115.000 persone. (ah…con altrettanto automobili).
    gente che intasa una parte della citta’ che rimane ore in macchina in pieno smog per avere quale vantaggio:
    le stesse persone si vedono private del loro stesso sostegno facendo desertificazione e poverta’ per tutto l’interland milanese, con le piccole attivita’ e relazioni umane importanti e gratificanti.
    il capo dice: soprattutto sara’ un punto d’incontro. sgarbi non mi pare d’accordo, insieme ad altri filosofi che defifiniscono certi luoghi, non luoghi, dove la desolazione e la solitudine raggiunge il massimo. come per un pesce morire affogato.
    2-il signor pessina, radio 24 lo definisce il re dei farmacisti, che ha acquisito varie catene di farmacie, ha un grande capitale, ma alle caiman. io penso che se quelle farmacie fossero state gestite da giovani colleghi, giudiziosi, con tanta buona volonta’, modesti e preparati, forse avrebbero apportato un beneficio per le loro collettivita’ come punto di riferimento,( buono) sociale. e forse i poveri avrebbero avuto maggiori possibilita’ di curarsi al contrario delle ipotesi che i giornalisti e i direttori dei supermercati (scienziati e onniscenti) che danno la colpa ai farmacisti.
    a proposito, che aspetta la federfarma a spiegare che sto tizio e’ un antagonista dei farmacisti titolari e non un connivente?
    3-un famosa azienda del friuli, maestri del legno lamellare con cui si costruiscono meravigliose strutture in legno. e’ fallita perche’ gli amministratori dell’expo non l’hanno pagata, (scienziati e meritori, pure loro).
    ho fatto un ordine ad un distributore di zona, alla consegna, nonostante in fattura, mancavano cinque pezzi di un prodotto. ho telefonato, la gentile segretaria, scusandosi, prontamente ha provveduto ad inviarmeli il giorno dopo.
    l’amministratore di quella meravigliosa azienda del friuli a chi poteva telefonare per non mandare a casa decine e decine di persone e salvare la sua azienda. il muro di gomma delle mega strutture che crea poverta’ e disperazione ove tutti si possono nascondere e camuffare.
    una proposta: perche’ le farmacie in difficolta’ non adottano (cessione di quote, contratto di scambi lavoro-quota, ecc) un giovane collega, diciamo under 35, di buona volonta’, con il benestare dello stato che ne favorisce in qualche modo l’operazione economica e crea nuova linfa vitale alle farmacie, un po’ lesse.
    nuova occupazione, nuove idee, rilancio della farmacia come volano sociale e punto di riferimento sanitario per tutte le persone. abbandonando l’idea della polverizzazione e l’accaparramento da parte di avventurieri che ne fanno carne da macello? con concorsi ed assegnazioni….bip…..
    sempre con l’ orgoglio di essere farmacista, con un sereno scambio di vedute.

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