elimina-code farmacia«Il sistema adottato negli uffici postali per gestire la coda agli sportelli non potrà essere più utilizzato perché può consentire, di fatto, anche il monitoraggio pervasivo e costante dei dipendenti». Ad affermarlo è il Garante per la protezione dei dati personali, che ha così reso noto l’esito di un’istruttoria avviata per approfondire le «numerose segnalazioni inviate da dipendenti e sindacati sulle modalità di funzionamento del “gestore attese” implementato dalla società».
Si tratta di una notizia che potrebbe interessare anche le farmacie, dal momento che il sistema elimina-code può essere utilizzato anche in tali negozi. Il Garante ha spiegato che «i dipendenti avevano lamentato il fatto che la società aveva installato un sistema che rendeva visibili i nomi degli operatori sul display luminoso collocato sopra lo sportello senza averli prima informati. I sindacati, da parte loro, hanno evidenziato che la società non aveva stipulato alcun specifico accordo sindacale in merito». L’autorità ha però accertato che le criticità del sistema riguardavano aspetti «ben più significativi di quelli rilevati», ribadendo che «deve sempre essere rilasciata un’informativa completa ai dipendenti sul trattamento dei loro dati personali». Ha poi evidenziato che «le caratteristiche del sistema per la gestione delle attese, e il controllo penetrante che ne conseguiva, non erano proporzionate alle finalità “organizzative e produttive”, “di sicurezza del lavoro” e “di tutela del patrimonio aziendale”, ammesse dalla normativa lavoristica. La cosiddetta “console di monitoraggio” con cui la società gestiva il sistema, infatti, consentiva a oltre 12.000 soggetti incaricati (con visibilità differenziata a livello nazionale e periferico) di accedere in tempo reale e in via continuativa, ai dati relativi a tutte le postazioni e a tutti gli operatori in servizio, in qualunque momento, presso un determinato ufficio. Tali dati potevano essere raccolti e memorizzati, anche sulla base di non ben specificate “anomalie”, e potevano essere estratti in report individuali».
Infine, il Garante ha osservato che «ai sensi della disciplina di settore, il sistema non poteva configurarsi quale mero “strumento di lavoro” indispensabile per rendere la prestazione, potendo consentire, anche indirettamente, il controllo a distanza del lavoratore» e per questo ha «vietato a Poste, con decorrenza immediata, l’utilizzo dei dati trattati in modo illecito».

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