fondazione-gimbeSu diete, cibi e integratori ci sono ancora troppe credenze e poche evidenze. Ad affermarlo è la Fondazione GIMBE, che ha lanciato una campagna informativa sul tema, spiegando che «l’industria alimentare non esita a promuovere prodotti poco salutari, utilizza pubblicità ingannevoli e si rivolge a target particolarmente a rischio come i bambini». Inoltre, «la scienza della nutrizione è ben lungi dall’essere ineccepibile, in quanto distorta da errori metodologici e conflitti di interesse». Nino Cartabellotta, presidente della fondazione, ha sottolineato in particolare che «tutti questi fattori alimentano la disinformazione su un tema estremamente rilevante per la salute pubblica». Di qui la decisione della fondazione di realizzare un “Position Statement” su alimenti, diete e integratori «con tre obiettivi: identificare le criticità della scienza della nutrizione, sintetizzare le migliori evidenze scientifiche su diete, cibi e integratori e identificare le sfide future per la scienza della nutrizione al fine di migliorare sia la comunicazione pubblica, che la qualità e l’integrità della ricerca».
«È tempo di mettere un freno – aggiunge il dirigente – agli innumerevoli studi di associazione sui singoli nutrienti continuamente sfornati dai ricercatori: se presi alla lettera basterebbe aumentare l’apporto di nutrienti protettivi in 2 porzioni al giorno per eradicare il cancro a livello mondiale!». Secondo la fondazione, infatti, in materia di cibi e nutrienti «emerge il numero esiguo di studi controllati su esiti clinici, che forniscono adeguate prove di efficacia solo per la dieta mediterranea; la maggior parte delle evidenze deriva infatti da studi osservazionali e da trial controllati su parametri fisiologici. «Sulla base delle migliori evidenze disponibili – prosegue Cartabellotta – è possibile raccomandare solo una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, nocciole/noci e latticini, oltre a cibi contenenti grassi monoinsaturi, polinsaturi e omega-3. Da evitare invece carni lavorate e bevande dolcificate, oltre a cibi ricchi di sodio, amido, zuccheri raffinati, grassi insaturi, colesterolo animale».
Sul tema degli integratori alimentari, inoltre, la fondazione afferma che «nonostante la progressiva espansione del mercato, gli studi controllati su integratori di vitamine e minerali non dimostrano evidenti benefici per la prevenzione di patologie cardiovascolari e neoplasie, evidenziando addirittura maggiori rischi per alcuni micronutrienti». Ciò benché sia «di provata efficacia l’assunzione mirata di specifici integratori in alcune fasi della vita (gravidanza, neonati, ultracinquantenni) e in sottogruppi a rischio nei quali il fabbisogno nutrizionale non può essere soddisfatto con la sola dieta». È possibile scaricare il Position Statement GIMBE dal sito www.evidence.it/diete-integratori.

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