farmacisti diabeteI farmacisti possono giocare un ruolo essenziale nel guidare i pazienti ai quali vengono somministrate delle cure per il diabete a gestire in modo adeguato il trattamento. A spiegarlo è uno studio apparso sulla rivista Frontiers in Pharmacology, nel quale viene specificato che finora la letteratura ha analizzato in più di un’occasione l’impatto positivo della categoria sui pazienti nel suo complesso, ma non si è focalizzato specificatamente sull’aiuto che essi sono in grado di fornire nella fase di gestione della terapia da parte del paziente. Quella portata avanti dall’analisi – intitolata “Pharmacist-Led Self-management Interventions to Improve Diabetes Outcomes” e curata da un gruppo di ricercatori dell’università di Groningen, nei Paesi Bassi, e del Netherlands Institute for Health Services Research – è infatti una review dei lavori effettuati fino ad ora. Effettuata sui database online Pubmed, Embase, CINAHL, PsycINFO,Web of Science, e Cochrane Library, essa concentra la propria attenzione sul “self-management”, ovvero quella si può tradurre come “auto-gestione” della malattia da parte di chi ne è affetto. Così, sono stati selezionati 24 studi, che hanno preso in considerazione un totale di 3.610 pazienti. Gli interventi dei farmacisti sono stati soprattutto in termini di informazioni fornite in materia di possibili complicazioni legate al diabete nonché di consulenze farmacologiche, consigli sugli stili di vita che è utile adottare e educazione sanitaria. I ricercatori hanno quindi analizzato i dati relativi ai risultati delle terapie seguite dai pazienti, evidenziando l’effetto positivo registrato in chi ha potuto contare sull’aiuto di un farmacista. «Si tratta di dati che sottolineano il valore aggiunto che fornisce tale figura in questi casi. In particolare per quanto riguarda i livelli di emoglobina glicata». In Italia, attraverso la campagna DiaDay, le farmacie si sono impegnate anche nella fase di prevenzione della malattia. Nello scorso mese di novembre sono state monitorate più di 160.000 persone in tutto il Paese, il che ha consentito di scoprire 4.000 casi di diabete non diagnosticato.

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