crisi occupazionale farmacistiLa crisi di questi anni non ha risparmiato (quasi) nessuno, nemmeno un settore in passato “sicuro” come la farmacia. Mentre i farmacisti titolari di farmacie e parafarmacie hanno visto scendere man mano i loro margini, c’è chi è rimasto senza lavoro o chi il lavoro non è ancora riuscito a trovarlo. Secondo i dati Almalaurea, il 52,2% dei giovani freschi di università ha un lavoro a un anno dal conseguimento del titolo, percentuale che sale all’84% dopo cinque anni. Un dato senza dubbio migliore di tante altre facoltà, per quanto vada sottolineato che solo il 25% degli occupati è stabile, con differenze anche notevoli tra Nord e Sud. Uno scenario che colpisce anche le prospettive e le speranze dei giovani e non solo. In questo quadro, per far luce su quale siano le aspettative e le opinioni dei colleghi, FarmaciaVirtuale.it ha lanciato un sondaggio per raccogliere il punto di vista di chi lavora quotidianamente sul campo o di chi si affaccia alla professione.

Dopo un lungo periodo di “retorica del baratro”, in cui si parlava dei rischi di tracollo per il Paese, ultimamente il leit motiv sembra essere l’opposto: l’Italia starebbe uscendo dalla crisi. Abbiamo perciò chiesto ai colleghi di indicare se ritengano che effettivamente il periodo più difficile sia ormai passato, se sia avviato a una soluzione, o al contrario se sia ancora pienamente in corso o, peggio, se sia destinato a continuare. Tra gli aspetti critici principali in cui si è declinata la situazione del settore negli ultimi anni, quelli più spesso evocati sono stati la disoccupazione e la sottoccupazione, soprattutto giovanile; la perdita di ruolo e immagine, e quindi di rilevanza, anche economica, della farmacia e dei farmacisti; l’obbligo di contribuzione all’Enpaf per gli iscritti all’Ordine; gli interventi legislativi, spesso disorganici e incongruenti. Ma quali sono secondo i colleghi i problemi più gravi che affliggono la professione? Abbiamo quindi chiesto di esprimersi indicandoli per ordine di importanza.

E ancora, in un quadro in cui si è spesso e volentieri giocato allo scarica barile, chi è visto come il maggiore responsabile della crisi occupazionale attuale? La politica, e cioè il Governo e il Parlamento, o le Regioni; gli ordini, e quindi la Fofi; la gestione sindacale di Federfarma, oppure quella previdenziale dell’Enpaf? Ma soprattutto, i colleghi si sono fatti un’idea delle possibili ricette per uscire dal tunnel? Ecco allora, tra le eventuali strade tra cui è possibile scegliere, il vincolare il numero di farmacisti al fatturato Ssn; migliorare i canali di interscambio tra domanda e offerta di lavoro; intensificare la lotta all’abusivismo professionale; ampliare la rosa di competenze e professionalità del farmacista.

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