ordine farmacisti mantova«Mi spiace leggere della sofferenza del collega, che invito a rivolgersi all’Ordine, ma la sua denuncia non combacia con la realtà»: questo il commento di Marco Cavarocchi, presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti di Mantova, in risposta alla lettera del farmacista disoccupato di 51 anni pubblicata dalla “Gazzetta di Mantova” nei giorni scorsi e ripresa da FarmaciaVirtuale.it. «Sono stato licenziato da una piccola farmacia di provincia all’inizio del 2015 per calo di fatturato e da allora per me sono cominciati i guai», aveva scritto il farmacista mantovano, che da quando ha perso il lavoro si è trovato a fare soltanto sostituzioni saltuarie. Questo fino a 5 mesi fa, quando nessuno lo ha più chiamato. «I titolari preferiscono colleghi neolaureati assunti con il contratto garanzia-giovani per 6 mesi – aveva precisato – e con uno stipendio pari a un terzo di quello contrattuale, oppure colleghe che sono più adatte a consigliare prodotti cosmetici e dimagranti che ormai fanno guadagnare molto più dei farmaci». L’ipotesi avanzata dal farmacista era stata quella di trasferirsi verso altre province più ricche. In risposta, Cavarocchi, attraverso la Gazzetta, ha comunicato una serie di cifre: attualmente l’Ordine dei farmacisti di Mantova conta più di 700 iscritti, 500 tra titolari di farmacie e collaboratori, 50 farmacisti impiegati nei magazzini di distribuzione e nelle parafarmacie, 20 nelle Ats, negli ospedali e nelle case di cura, 20 nell’industria farmaceutica, 50 che lavorano fuori provincia, 50 inoccupati e una ventina di pensionati ancora iscritti per senso di appartenenza. «Gli inoccupati lo sono per scelta – ha dichiarato Cavarocchi sul sito della Gazzetta – la richiesta è sempre alta, tant’è che per soddisfarla si ricorre a 50 iscritti di altri ordini». Per il Presidente, quindi, non ci sarebbero le condizioni per parlare di crisi occupazionale delle circa 130 farmacie della provincia di Mantova.
Cavarocchi consiglierebbe a un giovane di laurearsi in farmacia, «se ha voglia di lavorare e di farlo con l’approccio giusto, con animo da confidente sanitario che ogni giorno entra nella sfera più intima delle persone». Nuove opportunità – come riporta il sito – potrebbero arrivare inoltre con l’approvazione di una proposta di legge che riposa in Parlamento e introduce le figure dei farmacisti di reparto negli ospedali e dei farmacisti nei grandi agglomerati turistici, dalle navi di crociera ai resort.

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2 Commenti

  1. E’ per questo che gli ordini professionali italiani, dovrebbero essere eliminati.

    L’ordine dei Farmacisti di Mantova, nella persona di Cavarocchi si arroga, sostanzialmente, il diritto di dare del “bugiardo” al Farmacista 51enne disoccupato, dicendo che a Mantova i farmacisti lavorano tutti e non lavora solo chi non vuole lavorare.

    Non sono d’accordo. Questo ragionamento mi ricorda quello di Berlusconi, quando diceva, agli inizi dell’apocalisse economico/finanziaria italiana/europea, nel 2008, che i ristoranti erano tutti pieni e con la fila in entrata, quindi la crisi non c’era. Sappiamo poi com’è andata a finire.

    Cavarocchi dovrebbe sapere che, in Italia, per un Farmacista o qualunque altro professionista, basta pestare i piedi a qualcuno di quelle “sette occulte” che sono sulla bocca di tutti, anche per sbaglio e non trovi lavoro neppure se sei Einstein e parli dieci lingue.

    Ma forse lo sa eddai….forse lo sa ….

    Ciao da Pippo

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