Sofarmamorra, distributore intermedio che controlla in Italia anche Ufm, Corofar Distribuzione e NewCotafarti, ha reso noto che da giovedì 24 marzo 2022 fatturerà un importo aggiuntivo in misura di un euro a consegna. La decisione, secondo quanto evidenziato in una lettera inviata alle farmacie clienti, è dovuta al «forte incremento delle spese generali», condizione aggravatasi nel corso dei mesi appena trascorsi, che avuto il culmine con le vicende legate all’impennata dei costi energetici. L’intervento, secondo quanto appreso, segue alle azioni intraprese relative alla razionalizzazione dei processi finalizzata a ridurre «dove possibile» i costi di gestione. Solo alcuni giorni prima una nota congiunta di Adf e Federfarma Servizi aveva sollecitato il Governo per un intervento a sostegno della filiera intermedia. I distributori si erano detti «preoccupati per l’aggravarsi dello scenario». A rischio le oltre 90mila consegne giornaliere che consentono alle farmacie di approvvigionarsi con puntualità, anche con quantitativi minimi, per erogare il servizio ai pazienti sul territorio.

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

Taglio delle accise il 22 marzo

L’incremento di 1 euro a consegna arriva a poche ore dall’entrata in vigore dalla riduzione prevista dal Governo. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto “Ucraina”, dal 22 marzo al 20 aprile 2022 le accise sulla benzina sono ridotte di 25 centesimo al litro. Sommando l’Iva, il risparmio è di 30,5 centesimi al litro. Tale riduzione non tiene conto di eventuali accordi specifici attivi tra i grandi acquirenti di idrocarburi e i produttori. La riduzione delle accise avrà la durata di 30 giorni ma si rafforza l’ipotesi che fino al 31 dicembre 2022 le aliquote di questi tributi potrebbero essere rideterminate con un ulteriore provvedimento ministeriale, senza la necessità di ricorrere a un decreto legge. L’insieme delle misure varate da Draghi, per far fronte alla crisi energetica, è del valore complessivo di 4,4 miliardi.

Il caso precedente di Comifar (Gruppo Phoenix)

Sono contrastanti le posizioni tra gli attori della filiera intermedia. Gran parte del mercato ha per ora ritenuto opportuno non intervenire su un aumento dei costi alle farmacie, anche alla luce della riduzione delle accise. Distributori come Comifar, invece, a partire dal 16 aprile 2022 applicheranno un “contributo” a consegna in seguito all’incremento dei costi energetici della propria struttura logistica. Secondo quanto evidenziato in una nota inviata alle farmacie clienti del distributore di proprietà di Phoenix, gli ordini giornalieri subiranno un «modesto incremento» di 0,50 euro a consegna «con l’obiettivo di ammortizzare parzialmente il drammatico incremento dei prezzi». Nella missiva Comifar aveva fatto cenno alla «situazione internazionale», precisando che l’aumento non sarebbe stato applicato alle consegne costituite da soli farmaci etici e a quelle dei farmaci erogati in Distribuzione per conto (Dpc).

© Riproduzione riservata

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.