La nota di Cinzia Falasco Volpin, vicepresidente Assogenerici, a margine delle sessioni di lavoro del convegno organizzato Federfarma nell’ambito di Cosmofarma 2017.

assogenerici“Serve con urgenza una manutenzione straordinaria del Pht che individui perimetri di ragionevolezza per il ricorso alla distribuzione diretta o alla distribuzione per conto (DPC), correggendo le storture determinate dall’uso improprio da parte delle Regioni delle forme alternative di distribuzione dei farmaci”. introdotte dalla Legge 405/2001”.
Ad affermarlo è stata Cinzia Falasco Volpin, vicepresidente Assogenerici, intervenendo in occasione del convegno organizzato da Federfarma nell’ambito della XXI edizione di Cosmofarma Exibition, in programma fino a domani alla Fiera di Bologna.
L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sui lavori del tavolo sulla farmaceutica con un focus sulla distribuzione diretta: “La Legge 405/2001, che ha demandato alle Regioni il potere di acquistare direttamente e distribuire con metodi alternativi farmaci inseriti nel Prontuario della continuità terapeutica (Pht) doveva servire per la gestione dei farmaci innovativi o soggetti a specifiche necessità di monitoraggio ricorrente e non certo per la distribuzione di prodotti di uso consolidato, come le statine o gli antiipertensivi”, ha detto Falasco Volpin, ricordando la posizione sostenuta dalle aziende al tavolo sulla farmaceutica. “Un tavolo – ha aggiunto- che sembra essersi arenato e che l’Aifadovrebbe invece far ripartire al più presto”.
“Ritardare quest’opera di razionalizzazione e chiarimento – ha proseguito – significherebbe continuare ad imporre irragionevoli e inutili disagi ai pazienti e perpetuare gli sprechi occulti connessi a modalità distributive che – se adottate per farmaci a basso costo – possono risultare addirittura più onerose del prezzo del prodotto dispensato al paziente.
“Per questo motivo – ha concluso – siamo convinti che i medicinali fuori brevetto dovrebbero naturalmente riconfluire nel tradizionale canale distributivo delle farmacie aperte al pubblico e non nella Dpc, così come sarebbe opportuno estendere a livello nazionale la procedura già adottata dalla Regione Lombardia, che prevede la fuoriuscita automatica del farmaco dalla distribuzione diretta o per conto entro 60 giorni dalla scadenza della relativa copertura brevettuale”.

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