Ddl Concorrenza, la Fofi: danneggia servizio farmaceutico, professionisti e cittadini

Il Consiglio direttivo della Federazione Ordini Farmacisti Italiani prende posizione in modo nettamente contrario rispetto al disegno di legge sulla Concorrenza.
In un documento approvato all’unanimità, la federazione ha puntato il dito contro l’ingresso della società di capitale nella gestione delle farmacie.
Secondo gli Ordini professionali, con il testo attuale, sarà inevitabile una «subordinazione del sistema alla logica del profitto” che secondo la Fofi, non coincide con principi cardine quali la capillarità della presenza e l’equo accesso al farmaco».
Mentre il tetto al 20% su base regionale per la proprietà delle farmacie «apre alla possibilità di formazione di un oligopolio che renderebbe residuale il ruolo delle farmacie rette dai professionisti”
La federazione chiede, pertanto, la convocazione di un tavolo tecnico-politico di tutte le componenti della professione, che elabori proposte concrete su tutti gli aspetti sui quali è ormai indispensabile un intervento, a cominciare dall’istituzione del numero chiuso nelle facoltà di Farmacia, dal futuro dei colleghi che operano negli esercizi di vicinato, all’attuazione del modello della farmacia dei servizi».

Ddl Concorrenza, slitta ancora il passaggio in Aula

Il passaggio in Aula del disegno di legge sulla Concorrenza sarà nuovamente rinviato.
Il calendario del Senato, prima della pausa per le vacanze estive, risulta infatti particolarmente fitto di provvedimenti, anche precedenti al Ddl Concorrenza, in attesa di essere esaminati da Palazzo Madama.
Un vero e proprio ingorgo che contribuisce a rendere complicato il vaglio del provvedimento, al momento ancora in commissione Industria.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, il disegno di legge non vi approderà in Aula nemmeno entro il prossimo 26 luglio.
Prevista, per la prossima settimana, una nuova riunione della conferenza dei capigruppo “per definire il calendario dei lavori delle settimane prima della pausa estiva, con priorità per i decreti legge e in relazione ai lavori delle commissioni».

Ricetta dematerializzata, la Calabria lascia Bolzano fanalino di coda

La ricetta dematerializzata procede a rilento in alcune aree del Paese, come in Calabria e in Alto Adige.
La prima si è recentemente messa in regola, mentre Bolzano resta fanalino di coda.
Come riportato dal quotidiano locale Alto Adige, la provincia alpina risulta infatti ultima in Italia sul fronte della ricetta dematerializzata, tanto da aver introdotto una ricetta verde, come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it
Si tratta di una soluzione provvisoria per l’Azienda sanitaria della provincia di Bolzano, con la quale si punta a risolvere transitoriamente il problema della carenza di ricettari.
Diversa la situazione nelle altre regioni. Alcune di esse “sono ormai all’85-90% di ricette elettroniche e alcune, come Veneto e Lombardia, sembrano volersi spingere anche più avanti».

Nizza, i farmacisti vicini alla popolazione sotto shock

Solo poche ore dopo la strage di Nizza – in cui 84 persone sono rimaste uccise- i farmacisti della costa azzurra hanno offerto il loro supporto alla cittadinanza, in quanto professionisti della salute.
Jean-Marie Soyer, presidente della Chambre Syndical dei farmacisti delle Alpi Marittime ricorda che sono proprio le farmacie in prima linea «nell’ascoltare e nell’orientare i pazienti che hanno bisogno di aiuto».
Purtroppo molte persone non sono sopravvissute. Per chi è riuscito a salvarsi, il più grande problema, in questo momento, è di certo di ordine psicologico». «È proprio questa la vera risposta che si può dare alla popolazione: il supporto psicologico. Non i medicinali, perché solo con questi non si farebbe altro che mettere un coperchio su una pentola in ebollizione», ha spiegato un altro titolare della zona. Per questo la capillarità delle farmacie può rappresentare un punto di riferimento di particolare importanza in situazioni di emergenza come quella dello scorso 14 luglio.

Assosalute pubblica l’edizione 2016 di “Numeri e indici dell’automedicazione”

Il Centro Studi Assosalute ha pubblicato la nuova edizione del rapporto “Numeri e indici dell’automedicazione”.
Il testo si pone l’obiettivo di “elaborare una serie di indicatori socio-economici riguardanti il settore dell’automedicazione che rappresentino le sue caratteristiche e la sua rilevanza all’interno del quadro farmaceutico e sanitario nazionale e più in generale europeo“
Numerosi i temi trattati in oltre duecento pagine.
Si sottolinea, ad esempio, come in Europa l’aspettativa di vita alla nascita abbia fatto registrare ”un aumento costante: solo negli ultimi venti anni”, quale sia la spesa sanitaria dei Paesi presi in considerazione, in base ai dati della OMS.
Duecento pagine ricche di informazioni che, secondo Assosalute, mettono “a fuoco le interazioni del settore farmaceutico dell’automedicazione con altre realtà economiche -quali la distribuzione- e sociali, quali i comportamenti di consumo dei cittadini/pazienti.

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