walmart-pharmacyNon si arrestano le grandi manovre dei colossi del retail americano nel settore della salute. Secondo quanto riferito dal quotidiano Healtcare Finance, Walmart si sta preparando ad operare un restyling di circa 500 negozi presenti in due dozzine di Stati federali. Obiettivo: includere all’interno delle aree dedicate alla farmacia anche delle stanze nelle quali i farmacisti potranno offrire consulenze private ai pazienti. «L’annuncio rappresenta un ulteriore segnale delle manovre nel settore da parte della compagnia e segue la linea tracciata da altre realtà come CVS Health e Walgreens», sottolinea Healtcare Finance, che specifica, citando Business Insider, come la maggior parte delle ristrutturazioni riguardi i negozi presenti negli Stati di Texas e Florida. Il costo dell’operazione dovrebbe finanziato attraverso un fondo per le spese costituito ad hoc dall’azienda. Ma già oggi l’offerta di Walmart non si limita agli stores presenti sul territorio americano: «Il gruppo opera anche in strutture cliniche in Georgia, Carolina del Sud e Texas, offrendo servizi garantiti da infermieri abilitati che operano nel campo delle cure primarie, del benessere, della prevenzione, del trattamento delle malattie croniche». Inoltre, Walmart (che negli Stati Uniti possiede 4.700 farmacie), sta valutando la possibilità di acquisire la compagnia specializzata in assicurazioni sanitarie Humana. Si tratterebbe di fatto di un remake di quanto ha visto protagoniste la catena americana di farmacie CVS Health e la compagnia Aetna, che è stata acquistata per 69 miliardi di dollari (circa 56 miliardi di euro). Per Walmart l’operazione renderebbe Aetna un ricordo, visto che due anni fa si era tentata una fusione proprio con la compagnia oggi di CVS. Secondo Healtcare Finance, per il colosso della distribuzione a stelle e strisce si tratterebbe anche di una risposta alle manovre di Amazon, che ha lanciato una propria linea di farmaci Otc. In questo modo il gruppo ha messo un piede nel settore farmaceutico, anche se ad aprile è giunta la notizia di una rinuncia a vendere medicinali agli ospedali, a causa di una logistica troppo complicata e di difficoltà nel convincere le grandi strutture.

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