Il gruppo Walgreens ha annunciato l’11 giugno 2018 di aver installato mille contenitori per depositare medicinali non utilizzati nelle proprie farmacie sparse sul territorio degli Stati Uniti. I dirigenti dell’azienda americana hanno celebrato il traguardo presso uno degli esercizi aperti nella città di Las Vegas e assieme a loro era presente anche il governatore dello Stato del Nevada, Brian Sandoval.
«Si tratta – ha spiegato Walgreens – di strutture pensate per consentire di depositare in modo sicuro i medicinali che i cittadini non utilizzano o per i quali sono ormai scadute le prescrizioni mediche. Il tutto comprendendo vari tipi di farmaci e senza alcun costo. I contenitori sono accessibili durante i normali orari di apertura delle farmacie». Oltre a recuperare medicinali che altrimenti rimarrebbero con ogni probabilità ad invecchiare nei cassetti e negli armadi dei pazienti, secondo l’azienda americana il sistema rappresenta anche «il miglior modo per evitare che essi possano essere assunti in modo accidentale o che se ne possa abusare». «L’installazione dei mille contenitori nei nostri negozi – ha commentato Richard Ashworth, dirigente di Walgreens – è stata per noi fortemente incoraggiata dalla risposta che è stata fornita a tale programma dalle comunità di cittadini. Siamo orgogliosi di poter fornire una soluzione per i medicinali indesiderati e di poter contribuire più in generale a rispondere alla crisi sanitaria che fronteggia il nostro Paese». Finora, grazie ai contenitori sparsi sul territorio (il programma è stato lanciato nel 2016), è stato possibile raccogliere più di 270 tonnellate di farmaci, «il che equivale a riempire 150 veicoli». «Sono particolarmente contento di essere al fianco di Walgreens in occasione dell’installazione del millesimo contenitore», ha affermato il governatore Sandoval, che ha sottolineato come essi possano aiutare anche ad evitare gli abusi di oppiacei: «Mi congratulo con l’azienda per l’impegno in questa battaglia».
In futuro, l’obiettivo è di raggiungere i 1.500 contenitori, grazie ad una collaborazione con AmerisourceBergen, Pfizer e Prime Therapeutics.

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