tracciabilità dei farmaci«Per una nuova normativa in tema di tracciabilità dei farmaci occorrerà aspettare la prossima legislatura. Ma ciò che vogliamo fare è porre fin da ora le basi affinché il governo che verrà possa agire in modo rapido e secondo una strada già delineata da un organismo parlamentare». È questo al contempo l’auspicio e la previsione del deputato di Forza Italia Paolo Russo, che ricorda a FarmaciaVirtuale.it i problemi che ancora oggi risultano aperti, in Italia, sul tema. «Si tratta di una questione di carattere europeo – spiega – ma che in Italia risulta ancor più evidente: il farmaco ha una tracciabilità soltanto parziale. E ciò non per furbizie o illeciti, ma a norma di legge. Il sistema adottato, infatti, arriva solamente a monitorare i colli, il che significa che nel nostro Paese non è tracciata la singola confezione: lo sono solo i lotti». Al contrario, secondo il parlamentare una buona tracciatura non può prescindere da due elementi fondamentali: «In primo luogo, quello relativo alla possibilità di poter aver un codice, digitale o alfanumerico che sia, sulla singola confezione. Ma occorre anche che esso venga registrato su una banca dati nazionale. Le due cose in Italia, ad oggi, non esistono. Da noi si può solo sapere, ad esempio, da quale grossista è stato trattato un lotto, oppure quando è stato trasmesso. E, inoltre, lo si può fare solo ex post, non in diretta. È tra questa maglie che si insinuano gli autori dei furti, che si moltiplicano, soprattutto per quanto riguarda i farmaci più cari, ma anche il mercato parallelo. Il sistema presenta ancora troppi elementi di vulnerabilità».
È probabile, però, che una nuova normativa non vedrà la luce negli ultimi mesi dell’attuale legislatura. «Non credo che in questo ultimo scorcio saranno avviati nuovi iter legislativi. Ciò a cui puntiamo, in seno alla commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo, è l’approvazione di una mozione che possa rappresentare un atto chiaro di indirizzo per il governo che arriverà dopo le elezioni. Fortunatamente la commissione è particolarmente efficiente e poco coinvolta nel “teatrino” della politica, quindi ritengo possibile che la mozione veda la luce. Risolvere il problema della tracciabilità, tra l’altro, non comporterebbe stravolgimenti sul piano normativo, né incrementi di spesa. Certo, sarebbero necessari impianti ad hoc nella logistica, ma se si considera che il valore del mercato dei medicinali contraffatti è di centinaia di milioni di euro, si comprende come qualunque novità tecnologica costerà certamente meno di tale cifra».

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