tavolo-enpaf-conasfaDopo la giornata di confronto collegiale svoltasi a Roma mercoledì 23 maggio 2018, Conasfa, la Federazione Nazionale Associazioni Farmacisti Non Titolari, torna in tema prendendo le distanze dalla posizione emersa in un comunicato diramato dallo stesso Ente, alla conclusione della giornata dei lavori.
Secondo il Conasfa infatti «non sembra vi siano definite strategie “sensibili”, visto che si sono stratificate due posizioni contrapposte sul sistema contributivo, che necessitano valutazioni e proiezioni circostanziate per una riflessione più ad hoc».
Proprio il sistema contributivo è tornato sotto il mirino di Conasfa che sostiene la necessità di un’unica aliquota all’1% per i farmacisti dipendenti. Per la Federazione dei non titolari infatti «il sistema contributivo può essere un mezzo per cancellare definitivamente la finestra di disoccupazione dei 5 anni, stabilizzando la quota al ribasso e rimuovendo tutti gli adempimenti da assolvere in caso di disoccupazione involontaria. Disoccupazione – prosegue – che allo stato attuale non è stata risolta, anzi nei prossimi anni potrebbe aumentare».
Con riferimento alla modifica regolamentare che consenta ai pensionati Enpaf di ridurre la quota contributiva intera nella misura del 50%, Conasfa sostiene inoltre che tale riduzione «non sia una priorità allo stato attuale per la categoria, viste le sacche di disoccupazione dei giovani e dei meno giovani fuori usciti in questi anni di crisi dal comparto. Anzi – conclude il sindacato – l’agevolazione ai pensionati, rischia di acuire le tensioni in campo».

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