In Svizzera i colossi della Gdo Migros e Coop spingono per una liberalizzazione farmaci Otc. Ne discenderebbe un riordino complessivo del mercato.

liberalizzazione farmaci otcNon solo Italia e non solo Francia. Anche in Svizzera i principali attori della grande distribuzione organizzata stanno esercitando una forte pressione al fine di convincere i decisori politici a disporre un piano di liberalizzazione dei farmaci Otc. Puntando ad ottenere ciò che già è realtà sul territorio del nostro Paese, ma anche in una nazione come la Francia, la Gdo elvetica «sta effettuando un’enorme attività di lobbying al fine di raggiungere l’obiettivo», ha riferito un articolo apparso su Le Quotidien du Pharmacien. La questione è in questo momento nelle mani di Swissmedic, l’equivalente della nostra Agenzia Italiana del Farmaco, che sta in questi giorni ascoltando le parti in vista della decisione finale. Ciò perché, di qui al 2019, sul territorio della nazione alpina un certo numero di prodotti, venduti per ora solo in farmacia senza ricetta, dovrebbero essere commercializzati anche attraverso le “drogueries”: negozi che oggi vengono prodotti chimici per uso domestico, articoli da toilette e che in futuro, appunto, potrebbero distribuire anche farmaci da banco (considerati “lista C” in Svizzera). In cambio, potrebbe essere appunto aperto alla grande distribuzione il mercato dei medicinali in vendita libera (la “lista D”). «Ciò significa che pomate, oli e unguenti fitoterapici contro i reumatismi o indicati per problemi dermatologici, analgesici fitoterapici, ma anche colliri per gli occhi, vitamine e prodotti contro l’acidità gastrica» potrebbero essere venduti in luoghi diversi dalla farmacia. E soprattutto, sottolinea il quotidiano francese, «senza la consulenza di uno specialista. È questa per lo meno l’idea rivendicata da Migros e Coop, i due colossi della grande distribuzione elvetica». Ai farmacisti, invece, verrebbe concessa la possibilità di dispensare senza ricetta alcuni medicinali della “lista B”, che fino ad ora vengono concessi unicamente dietro presentazione di una prescrizione rinnovabile (è il caso ad esempio dei farmaci contro l’ipertensione). In questo senso «verrebbe allargato il campo delle competenze dei farmacisti svizzeri».

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