studi di settore farmacieSono state pubblicate sul sito dell’Agenzia delle entrate le statistiche relative agli studi di settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, alle dichiarazioni Iva e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel corso del 2017, e relative al periodo d’imposta 2016. Tra questi sono presenti anche i dati che riguardano il mondo delle farmacie, il cui codice attività è YM04U: il numero totale di “posizioni calcolabili”, relativo a tutti i modelli di dichiarazione, risulta pari a 15.431, in leggero calo rispetto al dato registrato per il periodo d’imposta 2015. I ricavi medi dichiarati ammontano a poco più di 1,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il 2015. Mentre il totale risulta essere di oltre 18,5 miliardi di euro (non lontano dal dato relativo al periodo d’imposta 2014 e in leggero caso rispetto al 2015). Come già per l’anno precedente, nel 2016 il totale delle farmacie che sono state ritenute “congrue” dai calcoli ministeriali è nettamente più alto rispetto a quelle giudicate “non congrue”. Fanno parte del primo gruppo 13.210 posizioni, contro le 2.221 del secondo (nel periodo 2015, i due dati erano risultati rispettivamente a quota 13.806 e 1.895). Se tuttavia si includono i “soggetti adeguati”, ovvero coloro la cui posizione “diventa congrua” per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica, allora per il 2016 il dato sale a 13.697. In termini di ricavi/compensi dichiarati, il peso dei contribuenti congrui ammonta ad oltre 16,1 miliardi, mentre per i casi di incongruità il dato tocca solamente i 2,36 miliardi. Benché alta, tuttavia, la percentuale relativa alla congruità è risultata in calo rispetto al 2015: si è passati infatti dall‘87,93% all‘85,61% (tra il 2014 ed il 2015, invece, la quota era rimasta sostanzialmente invariata). La stessa Agenzia delle Entrate, con la circolare numero 20 del 13 luglio 2017, ha fornito una serie di chiarimenti in merito alle novità che riguardano gli studi di settore per il periodo d’imposta 2016. Con i decreti del ministero dell’Economia del 22 dicembre 2016, infatti, sono stati approvati 57 studi di settore, tra i quali, appunto, quello che riguarda le farmacie.

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