studi-di-settore-farmacieLa commissione degli esperti sugli Studi di settore, nella riunione del 28 marzo 2018, ha espresso parere positivo sui correttivi anticrisi 2017 per i 193 studi di settore, tra i quali quello relativo alle farmacie (YM04U). Si tratta degli interventi individuati per adattare gli studi di settore alla crisi economica, e che riguardano cinque categorie: quelli congiunturali di settore, congiunturali territoriali, congiunturali individuali, relativi all’analisi di normalità economica e all’analisi di coerenza economica.
Roberto Santori, commercialista presso lo studio associato Bacigalupo-Lucidi, ha sottolineato il fatto che «per le farmacie lo studio di settore è stato sempre piuttosto clemente. Sin dall’origine è stato concepito in modo abbastanza “morbido”, soprattutto se raffrontato con altri. I correttivi che sono stati approvati di recente hanno ammorbidito ulteriormente lo studio di settore. In particolare, ho notato che quest’ultimo è stato anche semplificato: alcune domande sono state infatti eliminate». Ne consegue che «per le farmacie la situazione si può dire tranquilla, per i titolari non essere congrui e coerenti è difficile». Come noto, si tratta dell’ultimo anno di applicazione degli studi di settore, prima del passaggio ai nuovi “Indicatori Sintetici di Affidabilità” (ISA). «È difficile, oggi, indicare con certezza cosa comporterà il passaggio – prosegue Santori – dal momento che, come detto, si parte da una situazione nella quale la congruità e la coerenza sono sostanzialmente a portata di mano. La grande differenza starà nel fatto che mentre lo studio di settore dà oggi alle farmacie una sorte di bollino, rosso o verde in funzione del risultato, gli indicatori ISA porteranno una valutazione differente, effettuata sulla base di un voto che verrà assegnato al singolo esercizio. Un giudizio sul grado di “virtuosismo fiscale”, potremmo dire. Ad oggi però non si possono azzardare ipotesi, anche perché non si conosce neppure la tempistica di presentazione degli ISA. E il calendario del fisco, si sa, spesso è un’incognita».

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