split paymentI senatori Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri hanno depositato un’interrogazione scritta al ministro dell’Economia, nella quale ricordano che «la legge di stabilità per il 2015 ha introdotto un nuovo metodo di versamento dell’Iva, in deroga all’ordinario sistema di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, definito “split payment”, in base al quale le pubbliche amministrazioni, anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo dell’Iva, sono tenute a versare direttamente all’erario l’imposta addebitata loro dai fornitori». Quindi, con un una circolare, «l’Agenzia delle entrate ha chiarito che gli ordini professionali non rientrano nell’ambito dei destinatari del meccanismo, in quanto enti pubblici non economici e dunque enti autonomi perseguenti fini propri, ancorché di interesse generale, sottolineando che per questi enti valgono, quindi, le regole ordinarie di addebito e versamento dell’Iva». I due parlamentari citano poi il decreto 50 del 2017, che ha esteso l’ambito di applicazione del meccanismo dello split payment», facendo riferimento ad una «ricognizione delle amministrazioni pubbliche operata annualmente dall’ISTAT con proprio provvedimento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre». Secondo Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, tuttavia, «l’indicazione delle pubbliche amministrazioni ricomprese nel predetto elenco ISTAT non è del tutto coincidente con quella di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che presenta un contenuto più ampio: gli ordini professionali non sono inclusi nel suddetto elenco ISTAT». Per questo hanno chiesto al ministero «se sia a conoscenza dei profili problematici derivanti da tale quadro normativo e quali utili e tempestive iniziative intenda adottare per chiarire i punti del provvedimento ancora incerti, in caso disponendo il differimento del termine di entrata in vigore del 1 luglio 2017» previsto dalla legge n. 96 del 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno.

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