spesa farmaceuticaLa Puglia è una delle regioni in cui si spende di più per l’acquisto di medicine. E allora ecco che arriva il sistema che allerterà i medici, con un richiamo che appare sui loro computer, in caso di prescrizioni giudicate “inappropriate”. Il tutto proprio al fine di «ridurre gli sprechi». A riferirlo è l’edizione di Bari del quotidiano La Repubblica, che ricorda come l’assessorato alla Sanità abbia già avviato delle iniziative «con l’obiettivo di stringere la cinghia e indurre i medici a non esagerare con le prescrizioni di farmaci per i propri pazienti». Ciò nonostante, «nei primi mesi di quest’anno è stata già superata, e di ben 107 milioni di euro, la soglia limite di spesa indicata dall’Aifa e dal ministero della Salute». Di qui l’idea di introdurre il sistema di “alert” sui computer dei medici, che dovrebbe scattare «nel caso in cui questi ultimi avviassero prescrizioni “inappropriate”». Il tutto sulla base del Sist, il sistema informativo sanitario territoriale, che applicherà la sperimentazione sulle ricette dematerializzate e in particolare, prosegue il quotidiano, «sulle note 1 e 91 dell’Aifa: quelle che si riferiscono alle prescrizioni di cardio Aspirina, di antinfiammatori non steroidei e di farmaci utilizzati per curare l’iper-uricemia cronica». In termini concreti, il sistema dovrebbe funzionare in questo modo: «Nel momento in cui il medico di medicina generale andrà a prescrivere questi farmaci tramite il Sist, lo stesso sistema informatico potrà verificare se quella prescrizione sia appropriata oppure no». Nel secondo caso, apparirà sullo schermo un messaggio di “warning” con le seguenti parole: «In base ai controlli sulla terapia farmacologica effettuata dal paziente, la prescrizione sembrerebbe non rispettare i vincoli della nota Aifa. il sistema segnalerà la potenziale inappropriatezza agli uffici aziendali e distrettuali per le verifiche che, se confermate, comporteranno l’applicazione di sanzioni al proscrittore». Il che potrebbe significare detrazioni allo stipendio e segnalazioni alla Corte dei conti per i medici che prescrivono in modo giudicato troppo “disinvolto”.

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