Sostanze pericolose per diete dimagrantiNel corso della puntata andata in onda il 13 aprile, il programma Mi manda Raitre si è occupato di «diete che mettono a repentaglio la nostra salute». Il conduttore Salvo Sottile ha raccontato la storia di Catia, una mamma che aveva partorito due gemelli e che da due anni e mezzo è sulla sedia a rotelle perché nel 2014, sovrappeso di tre chili, si è rivolta ad un medico dietologo.
«Il professionista – ha sostenuto il fratello della donna in studio – le ha prescritto senza fare una visita approfondita un prodotto galenico a base di fenilpropanolamina, anoressizzante a base di anfetamina, e altre sostanze. Mia sorella è andata in una farmacia indicata dal medico, nella quale ha trovato il prodotto già fatto. Ha preso una compressa la sera, una la mattina e dopo due ore ha avuto un ictus, è entrata in coma due giorni ed è rimasta paralizzata a priva dell’uso della parola». Sottile ha quindi chiesto l’opinione di Ferdinando Nicoletti, farmacologo della Sapienza di Roma, secondo il quale «si tratta di una ricetta molto pericolosa, che non tiene conto del principio base che andrebbe sempre osservato, ovvero del rapporto tra rischi e benefici. In questo caso i primi sono nettamente superiori. Quando un medico prescrittore fa delle terapie combinate, deve tener conto dell’efficacia e e degli effetti avversi, alcuni dei quali sono prevedibili». In particolare, la preparazione dispensata alla donna, ha aggiunto Nicoletti, «contiene sostanze come la fenilpropanolamina, che è uno psicostimolante, sostanza chimicamente imparentata con le nuove droghe. Fa passare la fame, ma può aumentare la pressione del sangue, e non a caso esistono decine di studi scientifici che dimostrano il rischio di sviluppare ictus emorragico. Un’altra sostanza del preparato è il bupropione, che è un antidepressivo. Ha un meccanismo di reazione analogo alla cocaina, sebbene meno forte, e potenzia l’effetto della fenilpropanolamina. C’è poi anche un altro antidepressivo nella ricetta, la fluoxetina, principio attivo del Prozac: entrambe inibiscono il metabolismo dei derivati anfetaminici, quindi molto probabilmente hanno amplificato gli effetti collaterali». Il farmacologo spiega poi che ogni medico «è tenuto ad informare i pazienti sui possibili effetti avversi, prima di fornire una ricetta del genere». Un’inviata si è quindi presentata presso lo studio del medico, e quest’ultimo non solo ha reiterato la prescrizione ma ha anche indicato la farmacia alla quale rivolgersi. Nella trasmissione è quindi intervenuto Andrea Mandelli, presidente della Fofi, che in merito al farmacista che ha allestito la preparazione ha spiegato che «al medico è in capo la responsabilità delle scelte terapeutiche. Non ho visto la ricetta che è stata consegnata al farmacista, ma è evidente che quest’ultimo deve tenere presente quali sono le sostanze vietate dal ministero. Occorre saper anche dire dei “no”». Sollecitato quindi sulle sanzioni da comminare in caso di comportamenti scorretti, Mandelli ha dichiarato: «Domani chiederò di mandarmi la ricetta, la inoltrerò all’ordine provinciale di competenza che valuterà il caso».

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1 commento

  1. la vicenda e’ molto triste e sconfortante perche’ dimostra,ancora una volta,come il danaro facile fa trascurare e sottovalutare i grandi pericoli legati all’uso dei farmaci.
    A tutto cio’ si aggiunge l’immagine degradata di una parte della categoria che non ha alcun rispetto per la vita delle persone.Sono proprio queste vicende che espongono tutta la categoria alle aggressioni degli organi di vigilanza che ovviamente non fanno distinzione fra gli onesti e i truffatori ,al momento delle ispezioni,perche’hanno il dovere di reprimerle.Spesso e’ capitato che sono state eseguite decine di perquisizioni per scovare casi molto isolati sottoponendo molti colleghi a subire vessazioni e accuse infamanti per colpa di pochi truffatori e affaristi che si annidano in una categoria sana ed onesta.Io credo che il nostro presidente avrebbe fatto meglio a non usare la prudenza che ha manifestato ,senza temporeggiare,perche’di questi casi continuiamo a scoprirne nel tempo anche dopo gli innumerevoli provvedimenti adottati e le gravi vicende a cui abbiamo piu’ volte assistito.A questo aggiungerei una utile e necessaria verifica all’interno dei propri organi rappresentativi, dove purtroppo si annidano situazioni molto gravi ,che ricordano questa vicenda,e che offuscano il ruolo di organismo posto a tutela della deontologia professionale.

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