L’autorità Antitrust ha avviato tre procedimenti per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti di tre istituti di credito.

anatocismo bancarioL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto sapere di aver avviato tre procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti di altrettanti istituti bancari: Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A.. L’organismo di vigilanza ha spiegato in particolare che le azioni intraprese sono volte ad accertare se le tre banche abbiano posto o meno in essere alcune condotte che potrebbero risultare in violazione del Codice del Consumo. La vicenda riguarda nello specifico il sospetto di pratiche di anatocismo bancario. «In particolare – ha precisato l’Autorità – fino all’entrata in vigore dell’art. 17-bis del decreto legge n. 18 del 2016, che ha ribadito il divieto di anatocismo salvo autorizzazione preventiva del cliente, tali banche avrebbero continuato ad applicare l’anatocismo bancario, nonostante l’espresso divieto contenuto nella legge di stabilità 2014. Dopo la riforma operata nel corso del 2016, i tre istituti bancari avrebbero adottato modalità aggressive per indurre i propri clienti consumatori a fornire l’autorizzazione all’addebito». È dunque proprio con l’obiettivo di accertare tali presunte condotte, che nella giornata di martedì 11 aprile i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi dei tre istituti di credito in questione, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza». Nel corso del mese di marzo FarmaciaVirtuale.it ha pubblicato un approfondimento sul tema, riportando l’analisi dello studio legale associato Bacigalupo-Lucidi. Gli esperti hanno spiegato come le norme attuali prevedano che «gli interessi debitori maturati sulle esposizioni bancarie non producano più ulteriori interessi. Le nuove regole, infatti, dopo aver stabilito che gli interessi debitori e creditori devono essere conteggiati con la stessa periodicità (comunque non inferiore a un anno e in ogni caso al termine del rapporto) per cui sono dovuti, e che gli interessi debitori maturati non potranno produrre ulteriori interessi tranne quelli di mora». Inoltre, «quelli conteggiati il 31 dicembre di ogni anno non saranno automaticamente sommati alla sorte capitale, ma verranno indicati separatamente nell’estratto conto e saranno esigibili a partire dal 1 marzo dell’anno successivo a quello di maturazione».
Tuttavia lo stesso studio aveva sottolineato una serie di complicazioni tecniche, concludendo che nella maggior parte dei casi i correntisti autorizzeranno l’addebito degli interessi passivi sul conto corrente, il che «può forse ragionevolmente far concludere che la tanto ventilata “morte” dell’anatocismo bancario si rivelerà o potrà rivelarsi nei fatti, più che altro, una “morte… presunta”».

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