farmacieunite«La protesta di Federfarma Emilia-Romagna è condivisibile. E Farmacieunite si sarebbe associata senza alcuna esitazione e con estrema convinzione, se solo fosse stata posta nelle condizioni di farlo». È con questa parole che il presidente di Farmacieunite, Franco Gariboldi Muschietti, ha commentato la giornata di mobilitazione proclamata a livello regionale dall’associazione dei titolari di farmacia, che culminerà nella mattinata del 26 gennaio con uno sciopero di quattro ore, dalle 8.30 alle 12.30. Secondo Gariboldi Muschietti, l’atteggiamento di Federfarma è stato «miope e controproducente nei nostri confronti», dal momento che la stessa associazione «ha deliberatamente ignorato anche l’accordo di collaborazione stretto a livello nazionale da Assofarm e Farmacieunite», non consentendo «di inserirsi nei negoziati che hanno portato all’accordo sulla Dpc. Ciò obbliga il nostro sindacato, che non può certamente reclamare per il mancato rispetto di un patto che di fatto non ha potuto concorrere a stipulare e sottoscrivere, a utilizzare altre modalità di protesta». Ma non è tutto: il presidente di Farmaciaeunite spiega anche che la sua sigla «non è mai stata coinvolta nell’elaborazione dell’azione nei confronti della Regione, della quale il nostro sindacato ha avuto notizia solo da fonti di stampa». Di conseguenza, «non abbiamo avuto alcuna modo di esaminare e decidere per tempo in ordine all’eventuale adesione allo sciopero, che avrebbe potuto essere assunta solo nel rispetto di tutti i vincoli previsti dal Codice di autoregolamentazione degli scioperi dei servizi pubblici, in particolare quello relativo ai tempi di preavviso, che nel caso di specie non potevamo rispettare, con il rischio di pesanti sanzioni». Per tutto ciò Gariboldi Muschietti parla di «incomprensibile e quasi infantile ostinazione di Federfarma nell’ignorare il principio di realtà (difetto peraltro assai pericoloso, per un sindacato, che con la realtà deve fare i conti per definizione e per necessità)», nonché di «pervicacia nel negare l’esistenza di altre sigle delle farmacie private che, al di là delle loro dimensioni, hanno pieno titolo per rappresentare e tutelare gli interessi dei propri associati». Ciò non significa, in ogni caso, che Farmacieunite non condivida «pienamente» le ragioni della protesta posta in essere in Emilia Romagna, pur nutrendo perplessità «sullo strumento utilizzato, ovvero lo sciopero». «Al di là di questo, però – conclude il dirigente – vogliamo ovviamente far pervenire un segnale alle autorità regionali e far arrivare un preciso messaggio alla pubblica opinione: per questo, invitiamo tutte le farmacie associate a rendere visibile la protesta delle farmacie contro una politica regionale che calpesta gli accordi che sottoscrive e che, con l’alibi di risparmi ancora on dimostrati, penalizza i cittadini complicando l’accesso alle cure di cui hanno bisogno». Per farlo, Farmacieunite ha inviato ai farmacisti associati un avviso che chi vorrà potrà stampare e affiggere nella propria farmacia.

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