farmacisti territorialiQual è il ruolo che possono rivestire i farmacisti territoriali nell’ambito dell’educazione sanitaria? A rispondere alla domanda è uno studio italiano, curato da un gruppo di ricercatori, in parte della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva del dipartimento di Medicina sperimentale dell’università di Perugia, in parte del dipartimento di Scienze farmaceutiche dello stesso capoluogo umbro. «Attualmente – si legge nel paper – la figura del farmacista di comunità sta subendo profonde trasformazioni. Il farmacista, come operatore sanitario del Servizio sanitario nazionale, sta ampliando le sue competenze nell’ambito della sanità pubblica, attraverso interventi di prevenzione delle malattie e di promozione della salute. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di valutare le conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti di un campione selezionato di farmacisti titolari di farmacie private e pubbliche della provincia di Perugia e Terni, nei confronti degli interventi di educazione sanitaria e di promozione della salute effettuati». Il metodo utilizzato è quello dello “studio cross-sectional”, condotto mediante l’utilizzo di due strumenti di rilevazione: un questionario anonimo autocompilato contenente 29 domande e una scheda di valutazione ambientale composta da 21 item, compilata da studenti di Scienze farmaceutiche». I risultati indicano che il 68,9% dei farmacisti interrogati «ritiene gli interventi di educazione sanitaria molto rilevanti; il 57% è favorevole alla gratuità di tali interventi, con un monte ore settimanale, dedicato a tale attività, indicato in 14,5».
Tra i servizi offerti in farmacia nell’ambito dell’educazione sanitaria e prevenzione sono stati elencati, tra gli altri, le autoanalisi, le campagne di prevenzione e le analisi delle acque. In merito invece alla tipologia di interventi ritenuta più efficace dai farmacisti, figurano ai primi posti i video, i colloqui personali e il materiale cartaceo che può essere diffuso all’interno dei negozi.
Pertanto, la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori è che i farmacisti hanno manifestato «una buona sensibilità nei confronti delle tematiche di educazione sanitaria». Di conseguenza, tali professionisti «possono e devono avere un ruolo essenziale nel coinvolgere responsabilmente tutti i cittadini nella promozione di nuovi comportamenti nei confronti della salute, permettendo così all’individuo di operare scelte di vita consapevoli per salvaguardare e migliorare il benessere della popolazione. Le farmacie infatti possono svolgere un servizio primario, visto il contatto diretto con i cittadini, il prestigio e l’esperienza comunicativa che hanno acquisito».

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