Ritardato pagamento di somme iscritte a ruoloIl direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha reso noto attraverso una nota pubblicata online (registro ufficiale 0095624.10-05-2018-U) che, a decorrere dal 15 maggio 2018, gli interessi di mora per i casi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo «sono determinati nella misura del 3,01 per cento, in ragione annuale». Il dirigente ha sottolineato in proposito i riferimenti normativi del caso: «L’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 602 prevede che, decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, sulle somme iscritte a ruolo, escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino a quella del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del ministero delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi». Inoltre, l’articolo 13 del decreto legislativo del 24 settembre 2015, n. 159, «contempla che il tasso di interesse in questione sia determinato ogni anno attraverso un provvedimento emanato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate». Quest’ultimo, pertanto, sulla base delle prerogative che gli sono state attribuite, il 4 aprile 2017 aveva fissato il tasso al 3,5 per cento: valore che è stato applicato a partire dal 15 maggio dello stesso anno. In seguito, con una nota datata 23 marzo 2018, il dato è stato rivisto al ribasso, al 3,01 per cento: ciò sulla base della media dei tassi bancari attivi nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2017.
L’agenzia ha ricordato inoltre che «la pubblicazione del presente provvedimento sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Non è dunque necessario aspettare ulteriori passaggi burocratici: il nuovo tasso è già applicabile per i casi citati di ritardi nei pagamenti.

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