riordino-professione-farmacistaIl 28 dicembre 2017 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere, approvando il decreto con il quale sono state indette le prossime elezioni legislative, previste per domenica 4 marzo 2018. Da quel momento, l’attività del Parlamento è di fatto sospesa e il governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti. La legislatura, dunque, è di fatto conclusa. Sono numerose le norme approvate che interessano le farmacie, a cominciare dalla legge sulla Concorrenza e da quella che porta il nome del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ce n’è tuttavia una che aveva suscitato grandi speranze nella categoria, e che però non è mai stata incardinata nel calendario dei lavori del Parlamento. Si tratta del disegno di legge presentato dai senatori Andrea Mandelli e Luigi d’Ambrosio Lettieri, con il quale si proponeva di modificare in modo sostanziale le attività professionali del farmacista. Secondo le informazioni raccolte da FarmaciaVirtuale.it, infatti, l’iter legislativo non è mai stato avviato. Sul sito internet del Senato la pagina non presenta infatti aggiornamenti dallo scorso 16 marzo, quando il disegno di legge fu segnalato come «assegnato (non ancora iniziato l’esame)»: era stato presentato dai due parlamentari all’inizio dello stesso mese. Il provvedimento era stato quindi attribuito alla 12ma commissione Igiene e Sanità per una valutazione in sede referente, con pareri necessari dalle commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Pubblica istruzione, Lavori pubblici e Lavoro: è chiaro, dunque, che anche qualora l’iter fosse stato avviato, il lavoro per giungere ad un’approvazione non sarebbe stato poco. Ciò soprattutto in ragione delle numerose novità che erano state proposte da Mandelli e d’Ambrosio Lettieri: da quelle legate alle attività che si potrebbero effettuare in farmacia fino alla presenza di farmacisti nei vagoni dei treni, sulle navi da crociera e negli autogrill del Paese. I professionisti, secondo quanto indicato nel testo, avrebbero dovuto inoltre essere impiegati nei penitenziari, nonché nell’ambito del monitoraggio del rischio clinico. Altre novità, poi, erano state indicate per gli specializzandi e per i farmacisti ospedalieri. Il Ddl d’Ambrosio Lettieri-Mandelli, in altre parole, avrebbe ridisegnato completamente la professione di farmacista. Occorrerà verificare a questo punto cosa ne sarà di tali proposte nel corso della prossima legislatura.

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1 commento

  1. QUESTE PROPOSTE, PER QUANTO BELLE ED UTILI, NON SONO UTILI A NESSUNO E SONO FORIERE DI UN AUMENTO DELLA SPESA. PERTANTO SIAMO SEMPRE NOI, I FARMACISTI NON TITOLARI, A VEDERCI PENALIZZATI SU TUTTA LA LINEA. LA SITUAZIONE PURTROPPO E’ QUESTA. PENSO CHE SAREMO MOLTO PRIMA DEI 20 ANNI, 60.000 FARMACISTI NON TITOLARI DISOCCUPATI.

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