ricetta elettronicaLa Regione Campania rimane in testa alla classifica riguardante la diffusione della ricetta dematerializzata, che ha lo scopo di eliminare progressivamente i supporti cartacei e rendere sincrone tutte le attività di prescrizione da parte del medico e di erogazione da parte della farmacia: a confermare il trend dei mesi precedenti sono i dati diffusi da Promofarma, società di servizi informatici di Federfarma, riferiti a gennaio 2017, che vedono la Campania in lieve discesa rispetto al mese di novembre 2016, quando il dato si attestava al 91,33%, pari a 4.093.711 ricette elettroniche su un totale di 4.482.346, con una nuova percentuale di 90,87%, pari a 4.294.962 ricette dematerializzate su un totale di 4.726.462. Sale al secondo posto la Sicilia, superando la provincia autonoma di Trento, il Molise e il Veneto, con un 89,18%. Terzo posto per Trento, con l’89,17% di ricette elettroniche, a cui seguono a breve distanza il Molise con 88,94% e il Veneto con 87,55%. Ottimi risultati anche per la Valle D’Aosta (85,84%), il Piemonte (85,33%), la Basilicata (84,68%), la Liguria (81,28%) e il Lazio (80,25%). Si sono fermate sotto la soglia dell’80% l’Umbria (79,51%), la Puglia (78,95%), l’Emilia Romagna (77,54%), la Lombardia (75,74%), e poco distanti la Sardegna (71,86%), le Marche (70,86%) e l’Abruzzo (70,05%). La Calabria, che lo scorso mese di novembre si era fermata al 59,29% arrivando penultima, migliora toccando il 66,52%. Chiudono invece la classifica il Friuli Venezia Giulia con il 65,99% e la Toscana con il 64,76%, seguiti dalla Provincia autonoma di Bolzano, che alza la sua percentuale di ricette dematerializzate, passando dal 37,58% di novembre al 40,15% di gennaio 2017, confermandosi comunque fanalino di coda della classifica. La Regione che ha erogato il numero più alto di ricette in termini assoluti è ancora la Lombardia con 6,71 milioni, seguita dal Lazio con 5,34 milioni, dalla Sicilia con 4,80 milioni e dalla Campania con 4,72 milioni. «Ogni tanto si riscontra qualche problema qua e là, ma il sistema ormai è a regime – commenta il Direttore di Promofarma Daniele D’Angelo – L’obiettivo previsto dall’Agenda digitale era raggiungere il 90%. L’oscillazione al di sotto di questa percentuale dipende da una maggiore diffusione della DPC (distribuzione per conto) o da qualche particolarità legata all’esclusione di alcune categorie di farmaci.
Bolzano e la Calabria, ad esempio, sono partite in ritardo. Sono situazioni che devono essere poste in relazione alle specificità territoriali. La ricetta elettronica – prosegue D’Angelo – viene generata dal medico. Dove i medici non oppongono resistenza perché capiscono che l’evoluzione tecnologica fa risparmiare tempo e che anche per loro diventa tutto più semplice, le cose funzionano. La farmacia è pronta da tempo: di fronte alla ricetta elettronica non ha alternative, la deve gestire. La Campania è sempre in testa alla classifica: probabilmente i medici si sono impegnati e la Regione non ha predisposto grandi esclusioni di farmaci dalla ricetta dematerializzata».

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