La provincia autonoma di Bolzano è ancora a zero sul fronte della ricetta dematerializzata. La Calabria invece è partita di recente.

ricetta elettronicaLa ricetta dematerializzata procede a rilento in alcune aree del Paese. In particolare in due: la Calabria e l’Alto Adige. La prima, però, si è recentemente messa in regola, provvedendo ad instaurare operativamente la nuova metodologia. Al contrario, è proprio la provincia di Bolzano quella che appare più indietro. Un paradosso, se si pensa che il Südtirol rappresenta una delle zone decisamente più avanzate in Italia, in numerosi campi. Come riportato dal quotidiano locale Alto Adige, la provincia alpina risulta infatti ultima in Italia sul fronte della ricetta dematerializzata, tanto da aver introdotto – come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it – una ricetta verde. Si tratta di una soluzione provvisoria per l’Azienda sanitaria della provincia di Bolzano, con la quale si punta a risolvere transitoriamente il problema della carenza di ricettari. Il giornale altoatesino ricorda che «ai primi di giugno il direttore generale dell’Azienda sanitaria Thomas Schael, in una conferenza stampa, aveva ammesso il ritardo rispetto al resto d’Italia, ma “facendo i salti mortali” aveva assicurato che entro fine giugno la ricetta digitale, in sostituzione di quella rossa tradizionale, sarebbe stata emessa da tutti i sette ospedali della provincia e dai medici di famiglia che nel frattempo avrebbero dovuto ricevere un’adeguata formazione».
Così non è stato, a quanto pare. Il presidente di Federfarma Matteo Bonvicini ha spiegato che «siamo a metà luglio e solo gli ospedali di Bressanone, Brunico e Merano sono in grado di emettere la ricetta elettronica». Senza dimenticare che quelle emesse da tali strutture sono solo una piccola parte del cumulo totale di ricette che vengono preparate dai medici di base. Secondo Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma Italia, la società di servizi di Federfarma, «da un punto di vista tecnico non ci sono ragioni per le quali il sistema non debba essere implementato ovunque sul territorio nazionale. E per quanto riguarda in particolare la provincia di Bolzano, non mi risulta che ci sia alcun problema da parte dei medici di base o delle farmacie. Tutti sanno che si tratta di un adempimento da svolgere. I problemi evidentemente sono nell’amministrazione locale, forse di ordine burocratico, forse per via di una scarsa sensibilità alla questione. In ogni caso la via è tracciata, ci sono regioni che sono ormai all’85-90% di ricette elettroniche, e alcune, come Veneto e Lombardia, sembrano volersi spingere anche più avanti».

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