Osservasalute 2017È stato pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane il Rapporto Osservasalute 2017 che, come ogni anno, fornisce numerosi indicatori che descrivono lo stato del Servizio sanitario nazionale, sia dal lato della spesa e dell’organizzazione del sistema. Alla stesura del testo hanno contribuito 197 autori, che hanno predisposto 98 “Core indicators”, con cui vengono descritti gli aspetti essenziali della salute degli italiani e dei servizi sanitari.
Nel testo si parla, tra le altre cose, di assistenza farmaceutica territoriale, il cui obiettivo «è di promuovere la salute pubblica attraverso l’utilizzo e l’equo accesso da parte di tutti i cittadini di farmaci sicuri ed efficaci. Il settore farmaceutico, proprio per la sua rilevanza sulla salute dei cittadini, è una delle aree dei servizi sanitari maggiormente regolate: ogni farmaco, prima di poter essere utilizzato, ha bisogno di ottenere una autorizzazione che viene rilasciata dopo la realizzazione di studi tossicologici, farmacologici e clinici, a cui seguono le decisioni sulla rimborsabilità e la determinazione del prezzo, fino alla fase di effettiva commercializzazione con la vigilanza sulla qualità dei processi produttivi e sulla sicurezza clinica, il governo della spesa e la promozione dell’appropriatezza prescrittiva» Il tutto è regolato a livello globale dall’International Council for Harmonisation of Technical Requirements for Pharmaceuticals for Human Use, «che riunisce le autorità preposte alla regolamentazione dei farmaci in Europa, Giappone e Stati Uniti ed esperti dell’industria farmaceutica per discutere gli aspetti tecnici e scientifici della registrazione dei prodotti farmaceutici». Obiettivo: migliorare l’uso delle risorse umane, animali e materiali, minimizzare i ritardi, garantire qualità, sicurezza ed efficacia, e proteggere la salute pubblica. Tuttavia, lcune analisi hanno stigmatizzato le mancanze del sistema: «In Italia è stato eseguito uno studio che, utilizzando i dati della Tessera Sanitaria e sulla base di indicatori predefiniti, ha valutato l’appropriatezza prescrittiva su tutta la popolazione italiana anziana (65 anni ed oltre) dimostrando una elevata frequenza di utilizzo non ottimale dei farmaci». Nel Rapporto Osservasalute si ripercorrono quindi le caratteristiche della distribuzione di farmaci in Italia e i termini del monitoraggio dei consumi, che è giudicato «tra i più avanzati». In termini di peso finanziario, il documento sottolinea che «nel 2016, l’incidenza della compartecipazione a carico del cittadino (comprensiva del ticket per confezione e della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento sui medicinali a brevetto scaduto) sulla spesa convenzionata lorda mostra un leggero aumento rispetto al 2015, passando dal 14 al 14,5% nel 2016. L’ammontare complessivo della spesa per compartecipazioni a carico del cittadino sui medicinali di classe A è risultata pari a 1.540 milioni di euro, in aumento, anche se contenuto, rispetto all’anno precedente (del +1,2%). Resta costante la riduzione del ticket fisso per ricetta (-1,2%), mentre è stato evidenziato un incremento della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento per i medicinali a brevetto scaduto (+2,5%). L’incidenza della quota è pari al 66,4%, con un valore di spesa pari a 1.022 milioni di euro, mentre il ticket per confezione ha pesato per il 33,6%, con un valore di spesa di 518 milioni». Su questo tema, lo studio ha precisato che «i conti del Ssn sembrano tornati per lo più sotto controllo, e tra il 2015 e il 2016 la spesa sanitaria pubblica pro capite è leggermente aumentata, pur rimanendo tra le più basse dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico». Tuttavia, «la continua crescita della spesa privata testimonia un arretramento della copertura complessivamente garantita dal sistema pubblico, dato confermato indirettamente anche dalla Corte dei Conti che riferisce di una diminuzione delle entrate da ticket e dalla compartecipazione alla spesa».

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