Uno studio basato sui dati del progetto I-MUR, sostenuto dalla Fofi, è stato pubblicato sulla rivista scientifica BMC Health Services.

studio I-MURLa rivista peer review BMC Health Services ha pubblicato lo studio “A cluster randomised control trial to evaluate the effectiveness and cost-effectiveness of the Italian medicines use review (I-MUR) for asthma patients”, che rappresenta i risultati del progetto I-MUR, promosso e sostenuto dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. A renderlo noto è la stessa Fofi, che sottolinea come «l’MUR sia la prestazione resa dal farmacista per migliorare la comprensione dell’uso dei medicinali da parte del paziente e l’aderenza alla terapia. La sua applicazione sperimentale nel progetto della Federazione ha conseguito un aumento dell’aderenza alla terapia del 40% a sei mesi e un miglioramento delle condizioni del paziente. Infine, l’intervento del farmacista ha dimostrato di essere “costo-efficace”, richiede cioè un investimento inferiore al risparmio che può determinare».
«Lo studio I-MUR – ha affermato Andrea Manfrin, docente della Medway School of Pharmacy, primo firmatario dello studio – si conferma tra i più grandi al mondo, se non il più grande, per quello che ci è dato di sapere, mai condotti nella farmacia di comunità utilizzando l’asma come modello. È stato condotto applicando il Gold Standard della valutazione di un servizio in ambito sanitario, e cioè uno studio clinico randomizzato e clusterizzato». Recenti revisioni della letteratura, inoltre, avevano messo in luce come nessuno degli studi validati finora condotti nella farmacia di comunità avesse indagato contemporaneamente gli indicatori di processo, i risultati clinici (miglioramento delle condizioni del paziente) e quelli cosiddetti umanistici, cioè il miglioramento della qualità della vita del paziente.
«Siamo orgogliosi di questo lavoro – ha commentato il presidente della Fofi Andrea Mandelli – che proietta i farmacisti italiani nel gruppo di testa dello sviluppo della pharmaceutical care. Questo studio e tutto il progetto che l’ha preceduto sono stati condotti grazie al nostro impegno, ma soprattutto a quello delle centinaia di farmacisti che hanno partecipato con entusiasmo e competenza, gratuitamente, a questo percorso. È stato dimostrato che il farmacista può fare la differenza nella qualità e nella sostenibilità delle cure, avvalendosi delle proprie competenze e collaborando con gli altri attori del processo di cura sul territorio». I risultati, ha concluso il dirigente, «rappresentano un patrimonio di tutta la professione e un punto di forza per aumentare il ruolo del servizio farmaceutico».

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