psicologo in farmaciaSi è tenuto nella giornata di lunedì 15 gennaio 2018, presso la biblioteca del Senato, un convegno sul tema della psicologia in farmacia, organizzato dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP) e patrocinato dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Ad aprire i lavori sono stati il presidente del CNOP Fulvio Giardina, il deputato Mario Marazziti (presidente della commissione Politiche Sociali della Camera), Susanna Ciampalini del ministero della Salute, il vice presidente di Federfarma Vittorio Contarina e il presidente dell’Aifa Stefano Vella. A seguire, sono intervenuti i relatori Paola Esposito, consulente del CNOP per la psicologia in farmacia; Giuseppe Guaglianone vice presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma; Arnaldo Cozzolino, direttore generale di Farmacap; Alessio Poli, amministratore unico delle farmacie comunali Farcom; Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm; Accursio Gennaro, docente presso l’università Sapienza di Roma; Fiorella Palombo, presidente di Anpif. I lavori si sono concentrati sull’importanza della figura dello psicologo all’interno della farmacia: si è in questo senso ribadito il fatto che tali esercizi debbano diventare sempre più dei presidi sanitari sul territorio, grazie alla loro presenza capillare, erogando un numero crescente di servizi per i cittadini. Uno dei quali è proprio legato al supporto psicologico che si può fornire a chi ne ha bisogno, in modo rapido e a portata di mano. «È emerso – ha spiegato il CNOP – come il farmacista e lo psicologo, in sinergia, debbano rappresentare una presenza costante quale punto cardine per il benessere sia fisico, sia psicologico della persona. Tutti i professionisti intervenuti hanno concluso che, con l’introduzione sistematica dello psicologo, si genererà un impatto positivo non solo sul benessere dell’utenza, ma anche sui costi della sanità pubblica. Intercettare sul nascere il malessere, infatti, eviterà che esso, da semplice disagio, possa trasformarsi in patologia». Per ottenere tale risultato, però, «servirà un impegno congiunto degli ordini e dalle associazioni di categoria, al fine di stilare un protocollo idoneo per far sì che tale servizio possa diventare una realtà esportabile e fruibile in tutto il territorio nazionale».

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