ruolo delle farmacieDopo sedici anni di attesa e quattro legislature, la legge con la quale ci si propone di sostenere i piccoli comuni italiani è stata finalmente approvata. Il via libera è arrivato il 28 settembre al Senato. La norma è stata proposta da Ermete Realacci, deputato del partito democratico: essa prevede uno stanziamento da 100 milioni di euro, che di certo non copre tutte le necessità dei comuni più disagiati del Paese. Tuttavia, come riferito dal Sole 24 Ore, lo stesso promotore della legge ha spiegato che «quei 100 milioni sono per i Comuni in maggiore difficoltà e devono sicuramente essere rafforzati, già a partire dalla prossima legge di bilancio. Ma io avrei approvato questa legge anche senza un euro, perché la sua forza è nell’insieme di misure che indirizzano il cambiamento della politica economica, sociale e culturale del Paese. Il cuore della legge, come diceva Proust, è avere nuovi occhi».
Sono numerosi i progetti ai quali la legge fornisce sostegno. Nel testo definitivo non compaiono le farmacie, ma ciò non significa che esse siano state dimenticate dal legislatore. In effetti, il relatore al Senato Stefano Vaccari (Pd) ha spiegato in Aula che «durante l’esame di merito la Commissione, pur non apportando modifiche al testo per accelerarne l’approvazione, ho voluto far approvare alcuni importanti ordini del giorno che ci tengo a richiamare per temi. Tre di essi riguardano la distribuzione farmaceutica facilitata e l’erogazione di ulteriori servizi da parte delle farmacie medesime». Ecco dunque i contenuti dei tre ordini del giorno. Il primo impegna il governo «a favorire, nell’ambito delle proprie competenze, la predisposizione di apposite direttive da parte di regioni e province autonome di Trento e Bolzano alle ASL affinché nei piccoli comuni i medicinali normalmente oggetto di distribuzione diretta da parte delle ASL stesse vengano distribuiti dalle farmacie convenzionate, con le modalità e alle condizioni stabilite dagli accordi regionali». Il secondo chiede «di favorire la predisposizione di apposite direttive da parte di regioni e province autonome di Trento e Bolzano, al fine di garantire la stipula di appositi accordi tra ASL e i comuni interessati e le farmacie ivi ubicate per l’erogazione dei servizi di cui al decreto legislativo n. 153 del 2009», quello cioè che ha previsto che una serie di prestazioni aggiuntive, rispetto alla dispensazione dei farmaci, possano essere erogate dalle farmacie territoriali. Il terzo ordine del giorno, infine, chiede all’esecutivo, «allo scopo di migliorare l’efficienza e la qualità del servizio essenziale di assistenza sanitaria e, in particolare, farmaceutica nei piccoli comuni, di adottare le opportune iniziative di propria competenza affinché le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano forniscano alle ASL apposite direttive volte a far sì che, nei piccoli comuni, i medicinali normalmente oggetto di distribuzione diretta da parte delle ASL stesse vengano distribuiti dalle farmacie convenzionate, nonché a far sì che le ASL stesse stipulino accordi con i piccoli comuni e le farmacie ivi ubicate, per l’erogazione dei servizi di cui al decreto legislativo n. 153 del 2009».

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