parafarmaciaIl coordinatore dell’Unione Nazionale Anticrisi Farmacisti Titolari di Sola Parafarmacia (UNAFTiSP), Daniele Viti, ha risposto a Fnpi e Mnlf, con l’obiettivo di «fare chiarezza». «Al nostro gruppo – spiega – hanno aderito formalmente quasi 700 colleghi (farmacisti titolari di sola parafarmacia) in soli due mesi e mezzo (l’80% circa della categoria), attraverso modulo, firma autografa e documento. Quindi sulla rappresentatività ritengo che tutte le sigle ne debbano prendere atto prima di esprimersi. Certamente è stato significativo che una di queste nella propria assemblea nazionale per il rinnovo delle cariche (di cui 4 su 6 sono incompatibili rispetto alla linea che noi portiamo avanti), abbiano contato solo 16 votanti tra gli aventi diritto: non sono bastate tre deleghe (concesse per e-mail) per arrivare oltre i 50 votanti. Al contrario della nostra, che contava 250 colleghi venuti da tutte le parti di Italia. Se questi sono i numeri che esprimono le altre due sigle, Mnlf e Fnpi, significa che esse non sono rappresentative e portatrici degli interessi lavorativi dei farmacisti titolari di sola parafarmacia». L’associazione prosegue sul tema della GDO: «Non ci interessa chi alza l’asticella sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C solo come merce di scambio per raggiungere altri obiettivi, che nulla hanno a che fare con la liberalizzazione di tali farmaci. Non ci interessano i privati che hanno speculato o i farmacisti titolari di farmacia che hanno aperto parafarmacie. Hanno altri interessi in conflitto con i nostri e li riteniamo insieme ad altre sigle responsabili della grave emergenza sindacale in cui ci troviamo». Secondo l’UNAFTiSP, le altre associazioni «rilanciando sulla fascia C a tutti e bocciando il riassorbimento, de facto, hanno il solo obiettivo di far saltare un tavolo che è finalizzato a risolvere definitivamente la nostra grave crisi. Le due sigle dimenticano che molti colleghi hanno chiuso ed altri stanno chiudendo, e che con l’entrata del capitale non ci sarà più spazio per nessuno». «Il nostro obiettivo – aggiunge Viti – resta un riassorbimento nel Ssn di tutti i farmacisti titolari di sola parafarmacia e con ciò smentisco assolutamente chi pensa che accetteremo (se e quando eventualmente verranno sottoposte alla nostra attenzione) le sedi inaccettabili, o aprioristicamente la chiusura dei codici univoci o l’abolizione del farmacista dalle parafarmacie. A tal proposito, registriamo con un plauso l’ordine del giorno approvato dal governo a firma Fregolent-Palese. Ringraziamo la vice-capogruppo del PD che continua a battersi ormai da quasi due anni e che comprese la grave crisi sociale che ci colpiva durante l’iter del Ddl Concorrenza, di cui è stata relatrice». Quindi il dirigente lancia un’ulteriore accusa a Fnpi e Mnlf: «La cecità di queste sigle non fa vedere loro che per 1.000 colleghi riassorbiti si creano 2.000 nuovi posti di lavoro. Il resto sono chiacchiere da bar poste in essere da chi ha bisogno di riprendere gli obsoleti cavalli di battaglia della libertà professionale, che non ha prodotto nulla negli ultimi 11 anni, se non il concorso Monti che è stato il più grande pasticcio che si è visto nel nostro settore».

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