mnlf«Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla». Vincenzo Devito, presidente del Movimento Nazionale Libere Farmacie, cita Martin Luther King per fare riferimento a coloro che, a suo avviso, «accettano supinamente la propria condizione subalterna». «Chiedere di superare l’esperienza delle parafarmacie – prosegue il dirigente – significa appunto accettare una condizione subalterna, piegare la testa davanti alla propria sconfitta e farla diventare “la sconfitta di tutti”. La saggezza, si sa, non può essere trasmessa, tuttavia è bene ricordare a chi chiede una “sanatoria”, perché questo è quello di cui si parla, che nessuno regala niente per niente e, malgrado le rassicurazioni di circostanza, c’è sempre un prezzo da pagare. Questo prezzo i farmacisti che hanno creduto nelle proprie capacità, aprendo una parafarmacia che sta dando lavoro e mantiene la propria famiglia con dignità, non vuole pagarlo». Il MNLF, assieme alla Confederazione Unitaria delle Libere Parafarmacie Italiane, ribadisce dunque la propria contrarietà «a qualsiasi forma di sanatoria o riassorbimento, a qualsiasi progetto di blocco dei codici univoci e quindi all’apertura di nuove parafarmacie», nonché «al tentativo, caro a Federfarma, di togliere l’obbligo della presenza del farmacista in parafarmacia. L’unica via per raggiungere un minimo di equità nella categoria è la farmacia non convenzionata, è il libero esercizio della professione».
Devito risponde poi alle affermazioni – riportate ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it – dell’Unione Nazionale Anticrisi Farmacisti Titolari di Sola Parafarmacia (UNAFTiSP): «Noi abbiamo ampio rispetto per chi si trova in una situazione di crisi economica – spiega – ma proprio in nome di quel rispetto non li prendiamo in giro, non spacciamo ordini del giorno o interpelli per condivisioni trasversali, quando sappiamo perfettamente che tutto ciò ha significato politico pari a zero. Silvia Fregolent lo sa, se è una parlamentare responsabile. Al coordinatore del fantomatico Comitato anticrisi un suggerimento: utilizzi le sue energie per far crescere la libertà d’impresa, non per tutelare un privilegio. A meno che non si voglia entrare a far parte della schiera di privilegiati, ma se così fosse lo si dica chiaramente senza innalzare “alibi” poco edificanti».

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