pagmenti con cartaIl 9 dicembre 2015 è entrata in vigore una porzione del regolamento dell’Unione europea numero 2015/751 del 29 aprile 2015 (pubblicato sulla G.U.C.E. numero L123 del successivo 19 maggio), ovvero quella che riguarda le commissioni interbancarie sui pagamenti effettuati con carta di credito o di debito. Federfarma spiega che «la lunga ed articolata riflessione sviluppatasi negli ultimi anni in sede comunitaria ha portato alla conclusione che le commissioni interbancarie determinano restrizioni della concorrenza, in quanto gonfiano i costi di accettazione delle carte da parte dei dettaglianti, senza generare benefici per i consumatori». È per questa ragione che l’Ue ha deciso di imporre dei limiti massimi a tali commissioni: «Esse – aggiunge l’associazione di categoria – costituiscono la componente principale delle commissioni applicate agli esercenti da parte dei prestatori di servizi di pagamento, per ogni operazione effettuata con carta».
A partire dal 9 dicembre, i livelli massimi imposti dal regolamento comunitario (che, in quanto tale e a differenza delle direttive, non necessita di recepimento nel diritto interno dei Paesi membri, sebbene si discuta del tema anche nell’ambito dell’iter parlamentare del Ddl Stabilità 2016) sono pertanto pari allo 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni effettuate per mezzo di carte di credito, e dello 0,2% per quelle effettuate con carte di debito (tuttavia, per le operazioni nazionali, gli Stati membri potranno autorizzare, a specifiche condizioni, una commissione per operazione non superiore a 5 centesimi di euro, in combinazione con il massimale dello 0,2%).
È importante sottolineare, infine, che i tetti massimi si applicheranno esclusivamente alle carte consumer dei circuiti Visa, Mastercard e PagoBancomat. Ne saranno escluse, dunque, le carte commercial, e quelle emesse e convenzionate dai circuiti di pagamento a tre parti, come nel caso di American Express o Diners.

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