«I dati Aifa, sia pure provvisori, relativi al primo bimestre del 2018 registrano un ulteriore sensibile calo della spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Ssn, che si è attestata a 1.336,9 milioni di euro, con un decremento di  62 milioni (pari al -4,4%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso. Per contro, aumenta in modo incontrollato, con scostamenti percentuali a due cifre, la spesa farmaceutica per acquisti diretti. Il risultato è che la spesa per farmaci complessiva del Ssn, nonostante i “risparmi” sulla convenzionata realizzati grazie alle farmacie (e, direi, sulla loro pelle) supera comunque largamente il tetto complessivo, toccando il 17,6% del Fsn 2017».
Per Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, le incontestabili evidenze degli ultimi dati di spesa resi noti dall’Aifa sono il punto di partenza per una forte sollecitazione alla nuova ministra della Salute Giulia Grillo e alle Regioni, che due giorni fa hanno avviato a Roma un confronto anche sul tema della riforma della governance farmaceutica.
«È un fatto molto positivo e importante che la nuova titolare del dicastero individui nella governance del farmaco una delle priorità su cui intervenire» afferma Muschietti «così come è decisamente confortante il suo annuncio di voler impedire che le politiche della salute vengano ‘commissariate’ dal MEF. Proprio per questo, ci aspettiamo che fin da subito la ministra e le Regioni si preoccupino e si occupino delle criticità sempre più urgenti della rete delle farmacie, presidi sanitari di prossimità che a causa dell’inarrestabile erosione dei fatturati Ssn, principalmente dovuta al crescente ricorso a forme di distribuzione diretta dei farmaci, vedono sempre più pregiudicata la loro sostenibilità economica e rischiano in molti casi la chiusura, anche e soprattutto nelle località più piccole e periferiche, dove rappresentano l’unico avamposto sanitario a disposizione dei cittadini».
«Le farmacie stanno dimostrando con i fatti, come attesta la sperimentazione avviata dalla Regione Veneto in collaborazione con Farmacieunite sulla presa in carico di quattro categorie di pazienti cronici, di voler sviluppare il ruolo della farmacia nella primary care, in collaborazione con il Ssr e gli altri professionisti sanitari del territorio» afferma Muschietti. «Quello che chiedono è di essere messe nelle condizioni di farlo: per attuare la farmacia dei servizi e la pharmaceutical care, a tutto vantaggio dei cittadini e anche dei bilanci pubblici, grazie ai risparmi che scaturirebbero dal monitoraggio e dalla gestione dell’aderenza terapeutica nelle cronicità, servono ovviamente condizioni minime vitali che ormai rischiano di non esistere più. È del tutto evidente che la progressiva e sempre più consistente riduzione della quota della spesa convenzionata che passa in farmacia e il meccanismo della remunerazione marginale non sono più in grado di garantire la sostenibilità delle farmacie, come dimostrano le difficoltà di migliaia di esercizi, che hanno anche già portato a diverse chiusure».
«La questione, nella cornice del ragionamento complessivo sulla riforma della governance e nelle more di una trattativa per il rinnovo della convenzione tra farmacie e Ssn che sembra di fatto in una situazione di stallo, deve assolutamente essere affrontata» sostiene Muschietti «e sono fiducioso che la nuova ministra voglia occuparsene quanto prima, in coerenza con l’obiettivo annunciato fin dal suo insediamento di voler garantire ai cittadini italiani il diritto a un servizio sanitario davvero efficiente e universale. Due aggettivi di cui, senza la piena efficienza e funzionalità della rete di farmacie di comunità capillarmente inserite nel territorio, il Ssn non potrebbe mai fregiarsi».
«Farmacieunite è disponibile fin d’ora a garantire il suo contributo all’avvio di una discussione sul tema» conclude Muschietti «nella consapevolezza dell’urgenza del problema e della necessità di affrontarlo con gli strumenti del confronto, alla ricerca di soluzioni meditate e condivise, senza gli scarti di lato o fughe in avanti di misure estemporanee che potrebbero definitivamente pregiudicare il  fondamentale ruolo delle farmacie come i presidi sanitari di riferimento del cittadino nella prossimità territoriale».

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