MNLF e LPI hanno attaccato il Garante della Privacy, che nella sua relazione annuale ha ribadito il fatto che la legge impone il ritiro dei referti unicamente in farmacia.

mnlfIl Movimento nazionale liberi farmacisti e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane hanno replicato alle affermazioni contenute nella relazione annuale 2016 del Garante della Privacy, Antonello Soro. Nel documento il dirigente ha ricordato che il ritiro di un referto è possibile solamente in farmacia, oltreché nella stessa struttura che lo ha redatto. Escludendo cioè le parafarmacie. «Tra i compiti principali del Garante della Privacy – sottolineano le associazioni – c’è la tutela del corretto trattamento dei dati e dei diritti delle persone connessi all’utilizzo delle informazioni personali. Ora in una “sortita” poco comprensibile, il Garante ha affermato che solo nelle farmacie possono essere consegnati i risultati di analisi o test diagnostici, questo in contrasto con quanto già indicato dall’Antitrust, che invece aveva rilevato una ingiustificata posizione dominante nel concedere solo alle farmacie la possibilità di attivare servizi di prenotazione e consegna referti (CUP), negandola alle parafarmacie».
«Quale sia la differenza se un referto medico viene consegnato in farmacia o in parafarmacia da un farmacista – proseguono le due sigle – non è dato saperlo. Che in Italia la tutela alla privacy sia la “foglia di fico” ove nascondere tutto tranne proprio i diritti alla riservatezza è testimoniato dal fatto che ciascuno di noi è tempestato da decine di telefonate giornaliere, tracciato nel web in ogni ricerca, seguito ed osservato in ogni scelta che abbia un risvolto commerciale. Non ultima la questione del telemarketing nel Ddl concorrenza, nel cui ambito non ha certo “brillato” per protagonismo proprio il Garante della Privacy».
«Con tutti i “buchi” sulla privacy che si hanno in Italia, l’interventismo del Garante sulla consegna dei referti in parafarmacia desta più di un sospetto. Interventismo, tra l’altro, non giustificato perché in parafarmacia come in farmacia la consegna avviene tramite un farmacista, anzi spesso in farmacia non è un laureato a svolgere questa funzione. Forse “qualcuno” – si domandano MNLF e Libere Parafarmacie – ha chiamato il Garante perché si esprimesse su un tema che poggia su leggi stimolate di concerto tra ministero della Sanità e corporazione dei titolari di farmacia? Non lo sappiamo e poco importa, quello che importa è che a rimetterci saranno i cittadini, privati della diffusione di un servizio, quello delle prenotazioni di visite ed analisi anche in parafarmacia».
Il comunicato si conclude quindi con un attacco al neoeletto Presidente di Federfarma Marco Cossolo: «Le esclusive riconosciute alle farmacie, a parte la convenzione con il SSN, non sono il frutto di una differenza di sostanza, ma di attività corporativa».

© Riproduzione riservata

Clicca e Iscriviti alla Newsletter di FarmaciaVirtuale.it!

Conversazioni

Aggiungi un commento