indipendenza-economica-farmaciavirtualeL’economia è il motore del mondo. Almeno, di quel mondo commerciale, in cui tutto si può vendere e comprare. Nell’epoca moderna abbiamo assistito a un cambio di rotta importante: la saturazione del mercato, dominato da nuovi bisogni e crescenti necessità, ha insegnato che è tutto veloce e che ogni prodotto immesso in commercio nasce già vecchio. Tranne le idee. Quelle si rinnovano sempre e possono inseguire il mercato, anziché farsi inseguire da questo. Eppure, proprio questa interdipendenza, questa connessione così forte, rende le idee stesse prigioniere delle regole dell’economia moderna, ovvero: “Io compro le tue idee, le rielaboro, in modo che tu possa adattarle a quel contesto”. L’idea di fondo non è sbagliata, perché la rielaborazione dei concetti, proprio per la velocità del loro ciclo di vita, richiede un adattamento specifico al pubblico di riferimento. Il problema nasce quando questo accomodamento diventa funzionale non più al messaggio stesso e al pubblico di riferimento, ma a colui che trasforma il messaggio stesso: la logica dell’economia. Sponsor e aziende, in questo senso, possono quindi condizionare la comunicazione stessa, in quanto, attraverso il loro apporto, diretto o indiretto (in primis finanziamenti, pubblicità), controllano inevitabilmente tutto ciò che ruota intorno ad essa. Questa forma di influenza si sposa particolarmente bene con il concetto di “comunicazione” pura, in quanto prodotto non tangibile e, per questo motivo, facilmente manipolabile. Un prodotto può essere marcato, brandizzato, trattato. Ma, nella maggior parte dei casi, questa alterazione è resa evidente a causa della sua immediata percezione, del riconoscimento dello “sponsor” ben evidenziato. Il prodotto viene venduto insieme a quello che può essere definito un valore aggiunto o, più spesso, un’aggiunta. Nel caso di un servizio reso al pubblico, come può essere ad esempio, un portale di informazione farmaceutica, il valore dell’indipendenza economica diventa non solo importante, ma fondamentale per preservare una reale libertà di trasmissione di contenuti. Nel momento in cui, infatti, dovessero intervenire terze parti, va da sé che l’informazione stessa ne uscirebbe falsata, a tratti stravolta. È la logica del mercato, il concetto del do ut des che permea, condiziona e manipola la società moderna. Questa alterazione, tra l’altro, non risulta percepibile nell’utente come nel caso del bene fisico, in quanto la stessa avviene a livelli differenti e non è chiaramente esplicitata. Ed è anche più pericolosa, proprio per il suo carattere sotterraneo. Accettare l’aiuto economico di uno sponsor, innesca infatti una dipendenza che può portare anche al cambiamento di un punto di vista, alla manipolazione di un’informazione indipendente, in quanto si diventa partner di un progetto comune. Semplicemente, attraverso la stipula di un contratto pubblicitario. Ciò esula dalla buona fede che si può avere nell’abbracciare un progetto, ma è ovvio che comporti, in alcuni casi, addirittura uno stravolgimento dei punti di vista e, conseguentemente, dell’informazione resa. Che, così, diventa dis-informazione.

Proclamazione di Indipendenza

© Riproduzione riservata