matteo brancaLa Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, rappresentata dal consigliere Matteo Branca e dal vicepresidente Stefano Migliori, ha incontrato il candidato alla presidenza della regione Lombardia del Movimento 5 stelle, Dario Violi. La riunione è stata organizzata nella giornata di giovedì 8 febbraio. «Questo incontro – ha spiegato Branca – ha rappresentato l’occasione per chiarire la posizione del M5S su molti temi inerenti il settore sanitario e farmaceutico lombardo e, per estensione, nazionale». L’agenzia di stampa Askanews aveva riferito di una presa di posizione particolarmente netta da parte del candidato grillino sul tema delle liberalizzazioni: «Siamo fermamente contrari, perché esse ammazzano la professionalità e la competenza». Si sarebbe trattato, tuttavia, di una ricostruzione non del tutto corretta: «Dopo la legge sulla Concorrenza, l’apertura ai capitali e l’eliminazione dell’obbligo di titolarità delle farmacie ai soli farmacisti – prosegue Branca – la parola “liberalizzazioni” ha assunto un significato diverso da quello che aveva prima, legandosi strettamente all’ingresso di capitali, e da qui è nata l’incomprensione. Dario Violi ha quindi tenuto a precisare che quando ha detto di essere “fortemente contrario alle liberalizzazioni” intendeva proprio quelle di stampo capitalistico e mercatistico, ad esempio di stampo anglosassone. È contrario alla svolta capitalistica del mondo del farmaco, perché rischia di svilire il professionista e di renderlo assimilabile ad un commesso robotizzato. Aggiungiamo che è la stessa posizione che ha sempre espresso la Federazione, che da sempre evidenzia come si sia preferito l’arrembaggio del capitale nelle farmacie alla valorizzazione del potenziale professionale dei farmacisti delle parafarmacie».
«Forte convinzione di Dario Violi e del M5S – aggiunge il consigliere della FNPI – è la necessità di riportare al centro del sistema, sia regionale sia nazionale, la figura professionale del farmacista, ovunque operi, a tutto vantaggio del cittadino. Ha definito inoltre “un assurdo spreco” tenere congelata e non sfruttare la professionalità delle migliaia di farmacisti delle parafarmacie, lombarde e anche nazionali. Impedirne il coinvolgimento, come avvenuto nel recente rinnovo della legge sanitaria lombarda, da lui stesso seguito, in tutta una serie di servizi e ambiti in cui il vantaggio potenziale per il cittadino sarebbe enorme, è un’assurdità».

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