legge-di-bilancio-farmacieSono centinaia gli emendamenti alla legge di Bilancio presentati presso la commissione Bilancio del Senato. Oltre a quello che – come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it – riprende la modifica inserita nel testo del Ddl Lorenzin, con la quale si punta a chiarire la questione del punteggio massimo attribuibile ai farmacisti rurali nei concorsi pubblici, molti altri riguardano il mondo della farmacia, e si concentrano sull’articolo 41 del provvedimento di legge.
Ecco alcune tra le proposte di modifica più importanti. che sono state depositate. Al comma 1, si parla di ripiano del superamento eventuale del tetto imposto alla spesa farmaceutica territoriale e a quella ospedaliera, proponendo che il riepilogo a carico di ogni azienda debba essere adottato entro 20 giorni (e non 30). Al comma 3-bis si chiede invece che l’Agenzia Italiana del Farmaco debba rideterminare il prezzo dei medicinali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, per un valore non inferiore a 500 milioni di euro. Tre emendamenti firmati da Andrea Mandelli e Luigi d’Ambrosio Lettieri riguardano poi i commi 6-bis e l’11-bis. Nel primo caso si chiede una modifica all’articolo 102 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto del 27 luglio 1934, che dovrebbe essere sostituito dal seguente: «Il conseguimento di più lauree o diplomi dà diritto all’esercizio cumulativo delle corrispondenti professioni o arti sanitarie. Gli esercenti le professioni possono svolgere attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali». Nel secondo caso si propone invece di adeguare i limiti relativi al fatturato delle farmacie rurali. L’onere finanziario di questa seconda ipotesi per le casse pubbliche è stato stimato in 10 milioni di euro. Infine, la terza proposta dei dirigenti della Fofi prevede che, a partire dall’anno accademico 2018-2019, siano estesi i trattamenti contrattuali di formazione specialistica ai farmacisti iscritti alle scuole di specializzazione. Per tale operazione l’aggravio per l’erario è stato calcolato in circa 15 milioni di euro. Infine, un emendamento degli stessi due senatori, al comma 11-bis, prevede che «alle farmacie pubbliche e private sia riconosciuto per gli anni 2018 e 2019 un credito delle imposte sui redditi nella misura del 50% e, in ogni caso, non superiore all’importo di euro 500, per l’acquisto di hardware e software atti al controllo anti-contraffazione».

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