integratori alimentariBotta e risposta tra il quotidiano Libero e l’Associazione nazionale produttori e distributori prodotti salutistici FederSalus. La testata diretta da Pietro Senaldi ha pubblicato un articolo intitolato “Integratori alimentari, perché alcuni di questi prodotti disintegrano salute e organismo”, nel quale si specifica che «in Italia sono 32 milioni i consumatori di integratori, il 65% della popolazione adulta, e la nostra nazione, il principale mercato in Europa, ha generato un valore di circa 3 miliardi di euro, con riferimento solo al canale delle farmacie ufficiali, e registrato un aumento del consumo del 6% solo nell’ultimo anno».
«Possono – si chiede l’articolo – gli integratori giocare un ruolo nella prevenzione dei malanni più diffusi?». La risposta: «Certamente no, ma l’incontro tra la longevità in buona salute e la cronicità con cui molti cittadini fanno i conti spingono milioni di persone ad aggiungere alle proprie cure ufficiali il consumo di tali prodotti a scopo “rinforzante” delle difese immunitarie e quindi illusoriamente preventivo». Di più, secondo Libero tali prodotti «non fanno dimagrire, non aiutano la combustione dei grassi, non migliorano la tonicità della pelle né aumentano il volume muscolare, non alleviano la stanchezza, non prevengono la demenza, non stimolano la memoria, non diminuiscono la lipemia, non correggono le carenze, non riducono il rischio di tumore o di accidenti cardiovascolari, ma purtroppo nessuna legge ci protegge dalla pubblicità ingannevole di molti prodotti spacciati come elisir di salute». E vengono assunti scegliendoli «a caso o con il passaparola, senza alcuna indicazione medica».
A queste affermazioni ha risposto FederSalus, che ha dapprima sottolineato che «gli integratori alimentari non sono specialità medicinali, ma alimenti (ai sensi della direttiva 2002/46) destinati ad integrare una dieta normale». Inoltre, l’associazione evidenzia che «medici e farmacisti sono figure di riferimento per il consumo degli integratori alimentari e la farmacia si conferma luogo privilegiato per l’acquisto». Mentre per quanto riguarda i “falsi messaggi”, FederSalus fa sapere di aver «sviluppato delle Linee Guida in materia di regolamentazione della comunicazione commerciale e di aggiornamento scientifico sugli integratori alimentari, con l’obiettivo di fornire alle aziende un orientamento puntuale in un contesto regolatorio di non facile interpretazione».
L’associazione ha precisato inoltre che, in Italia, per l’immissione in commercio «è obbligatorio notificare l’etichetta del prodotto al ministero della Salute che svolge un’attività di controllo e può richiedere documentazione a supporto della sicurezza d’uso del prodotto». E che «la sicurezza è la premessa ineludibile per commercializzare qualsiasi integratore le cui sostanze sono sicure perché hanno maturato, ai sensi del quadro normativo di riferimento, una storia pluriennale di consumo».

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