«La riforma dell’Enpaf proposta da Fofi, Federfarma e Fenagifar con l’appoggio di Assofarm? È una non riforma». Ad affermarlo è Pasquale Imperatore, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Matera, nonché membro del consiglio di amministrazione dello stesso ente previdenziale, che ha così commentato il comunicato congiunto nel quale sono state riassunte alcune proposte della federazione e delle associazioni di categoria. Il dirigente afferma di aver letto e riletto la nota e di poterla riassumere con queste parole: «Se un’operazione dà 1 come risultato, cerco di “riformarlo” aggiungendo zero… È questa la mia personale visione e interpretazione dell’articolo: si propone una riforma senza riformare nulla. Punto per punto, le “proposte” elencate ricalcano esattamente ciò che già esiste nella normativa Enpaf o ciò che già è in cantiere nella riforma dell’ente previdenziale stesso». «A questo punto – prosegue Imperatore – a pensar male è peccato, ma è risaputo che la normativa Enpaf è ostica e poco consultata dai colleghi. Quindi mi dico che la trovata è geniale: far passare per riforma conquistata ciò che esiste già, tanto i colleghi non si prenderanno certo la briga di andare a sbirciare e verificare se una norma esisteva già prima della riforma…».
Anche il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Confederazione Unitaria delle libere parafarmacie italiane hanno commentato negativamente il comunicato congiunto della Fofi e delle organizzazioni di categoria, parlando di «posizione arrogante, indelicata e senza stile. È la posizione dei proprietari di farmacia e dei loro figli, non della categoria, una posizione che vuole dettare legge su tutti i farmacisti italiani. Hanno dapprima snobbato la riunione organizzata dall’Enpaf con tutte le “anime” della categoria ed ora vogliono imporre il proprio punto di vista senza confrontarsi con chi la pensa diversamente. Ulteriore conferma di una spaccatura profonda della categoria che la Fofi contribuisce da tempo ad aumentare».
Proprio la Federazione degli Ordini è finita nel mirino di MNLF e CULPI, secondo le quali l’organismo guidato da Andrea Mandelli «si guarda bene dall’intervenire in maniera decisa e forte su altri argomenti ben più urgenti ed importanti, come il rinnovo del contratto, l’abusivismo professionale, i nuovi sbocchi occupazionali». «I loro – concludono le due sigle – sono interessi particolari e non di tutta la categoria».

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