consiglio-di-stato-farmacieIl Consiglio di Stato ha respinto un ricorso presentato per chiedere la riforma di una sentenza del Tar della Campania, in merito all’istituzione di dispensari farmaceutici nel salernitano. Il Comune di San Cipriano Picentino – si spiega nella sentenza – dopo aver proceduto all’istituzione di due nuovi dispensari farmaceutici, ha chiesto ad un farmacista di occuparsi di uno di essi, «sul presupposto che egli fosse titolare della sede farmaceutica più vicina al nuovo dispensario». Al riguardo, i giudici hanno ritenuto che la legge «nel riferirsi alla “farmacia più vicina”, ha riguardo all’esercizio farmaceutico e non alla zona di pertinenza (ovvero, secondo la terminologia legislativa, alla corrispondente “sede farmaceutica”): se infatti il legislatore avesse fatto riferimento a quest’ultima, avrebbe più perspicuamente disposto l’attribuzione del diritto di preferenza al titolare della sede farmaceutica all’interno della quale ricade il dispensario di nuova istituzione». Del quale nella delibera istitutiva «non è stato indicato con esattezza il luogo di insediamento, lasciando evidentemente la scelta circa il punto esatto di ubicazione al farmacista individuato per la sua apertura e gestione». Un altro farmacista, ritenendo che la sua sede fosse più idonea, ha dunque proposto ricorso e il Tar ha affermato che a lui spettava il diritto di preferenza, «atteso che la distanza tra la farmacia di cui egli è titolare» è inferiore rispetto al collega inizialmente prescelto, titolare di parafarmacia». La diatriba si è fondata sul metodo di individuazione della “farmacia più vicina”. Il Tribunale amministrativo regionale ha quindi accolto parzialmente il ricorso, constatando che per scegliere il farmacista meno distante occorre «tenere conto della concreta ubicazione del neoistituito dispensario» e non, come tentato di far valere dalla controparte, del «centro dell’area circolare delimitata dall’amministrazione per l’insediamento del dispensario». Un punto di vista condiviso dal massimo organo amministrativo, che ha confermato la sentenza di primo grado e giudicato il ricorso «infondato», confermando la ratio con la quale è necessario scegliere il professionista incaricato di gestire il dispensario.

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