vaccini in farmacia«Il nostro obiettivo non è quello di rubare lavoro ad altre professioni sanitarie ma di agire in maniera complementare». È con queste parole che Sophie Sergent, dirigente della Fédération des pharmaciens d’officine (FSPF), una delle principali associazioni di categoria dei farmacisti francesi, ha commentato al quotidiano La Croix la novità che riguarderà due regioni: l’Auvergne-Rhône-Alpes e la Nouvelle-Aquitaine. Un decreto pubblicato lo scorso 11 maggio consentirà infatti, in via sperimentale, di effettuare vaccini per l’influenza direttamente in farmacia. Si tratta della prima azione operativa dopo anni di dibattito: in Francia si parla di tale possibilità ormai dal 2014. Il ministro della Salute Marisol Touraine aveva spiegato all’epoca che in questo modo si potrebbe aumentare in modo importante la copertura vaccinale sul territorio nazionale: il progetto, infatti, inizialmente voleva estendere la possibilità di sfruttare la rete delle farmacie per tutti i tipi di vaccini. Ciò aveva però suscitato una levata di scudi da parte delle organizzazioni dei medici e degli infermieri. Per questo il governo ha deciso nel tempo di fare una parziale marcia indietro, limitando la fase di sperimentazione al solo vaccino per l’influenza. Inoltre, ai farmacisti sarà imposta una formazione obbligatoria, «della durata di una giornata – ha spiegato Sergent – e che prevede anche una parte pratica, che consentirà di esercitarsi». Inoltre, «il farmacista dovrà disporre di un locale isolato all’interno della farmacia», e prima di effettuare la prestazione dovrà sottoporre al paziente un questionario per individuare eventuali controindicazioni. A quel punto il vaccino potrà essere somministrato a tutti gli adulti, ad eccezione delle donne incinte e delle persone considerate a rischio (ad esempio, pazienti che hanno manifestato reazioni avverse in passato o che sono sottoposte a trattamenti anti-coagulanti). Quanto alla remunerazione, per la fase di test le farmacie che praticheranno i vaccini riceveranno 4,50 euro per ciascuna prestazione, che sale a 6,30 nei casi di pazienti di più di 65 anni o che sono affetti da patologie croniche. Inoltre, un forfait una tantum di 100 euro sarà concesso una volta superati i cinque vaccini.

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