fiamoLa Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati (Fiamo) ha pubblicato un “Database dinamico” contenente “evidenze Scientifiche in omeopatia”. In un documento di presentazione, l’associazione ricorda che «una delle critiche che da sempre vengono mosse all’omeopatia riguarda la “mancanza di evidenze cliniche”, frutto di una ricerca scientifica carente o di bassa qualità. Pertanto il suo effetto terapeutico sarebbe imputabile all’effetto placebo. Eppure l’omeopatia è nata, storicamente, all’insegna della ricerca e della sperimentazione: Hahnemann, infatti, fu il primo medico a sperimentare e catalogare rigorosamente la sintomatologia prodotta dall’azione pura delle sostanze sul volontario sano per poi impiegarla a livello terapeutico nel malato».
Di qui la decisione di creare il database dinamico (ovvero in continuo aggiornamento), che è stato suddiviso in una serie di categorie. Tra queste figurano l’agro-omeopatia, che «impiega medicinali omeopatici su modelli vegetali (pianta in serra, piante in pieno campo) e si basa su esperimenti standardizzati, di rapida esecuzione, relativamente economici, senza implicazioni etiche né effetto placebo»; la ricerca di base (chimico-fisica), che «studia le proprietà chimico-fisiche delle soluzioni estremamente diluite (EDS) in cui il soluto viene disciolto nel solvente»; la ricerca preclinica (di laboratorio), che «studia i possibili meccanismi d’azione dei medicinali omeopatici attraverso modelli “in vitro” o “in vivo”». E ancora i case reports, «singoli casi clinici di pazienti trattati con medicinali omeopatici», gli studi osservazionali o non interventistici, che «esplorano l’effetto clinico dei medicinali omeopatici osservando l’andamento della patologia/condizione clinica in funzione del trattamento farmacologico prescritto»; gli studi RCT o interventistici, che «esplorano l’efficacia clinica dei medicinali omeopatici confrontati con il placebo o con un farmaco di controllo». Quindi sono presenti le revisioni sistematiche qualitative o narrative, quelle con meta-analisi e infine la veterinaria. La Federazione, come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, è stata protagonista di una polemica con la FNOMCeO, dopo che quest’ultima, all’inizio di maggio, aveva preso posizione con un articolo firmato dal medico Salvo Di Grazia, nel quale si spiegava che «allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica. Infatti, diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo». A tali affermazioni aveva risposto la Fiamo, manifestando il proprio «dissenso assoluto rispetto alla posizione della FNOMCeO».

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