federfarma veronaFederfarma Verona ha lanciato un appello all’assessore alla Sanità della regione Veneto, Luca Coletto, affinché «aiuti le farmacie rurali presenti sul territorio». Secondo Claudia Sabini, presidente delle farmacie rurali nel Consiglio locale dell’associazione di categoria, occorre «rivedere in modo sostanziale il contributo che la Regione già ci riconosce. Ciò aiuterebbe a dare un po’ più di respiro alle piccole farmacie».
La dirigente riconosce «che la stessa Regioe ha assegnato, nel 2014, un contributo triennale da distribuire tra le circa 200 farmacie rurali sussidiate sul territorio (quelle che si trovano nei piccoli centri abitati, anche in frazioni con meno di 100 abitanti) con un importo medio circa 100 euro al mese. Questo stanziamento è andato ad integrare quanto stabilito dall’articolo 2 della legge 8 marzo 1968, che dispone per le farmacie rurali un’indennità di residenza a parziale compensazione della situazione in cui si trovano ad operare per una media di 100 euro lordi trimestrali a farmacia».
Sabini sottolinea che nella realtà veronese le farmacie sussidiate sono una ventina e che si tratta di esercizi per i quali il fatturato annuo complessivo permette al titolare di arrivare ad un utile mensile che corrisponde a uno stipendio di 1.500 euro al mese. «Nonostante i bassi introiti – aggiunge – la farmacia rurale garantisce. spesso con un solo farmacista titolare che da solo copre le otto ore giornaliere, sei giorni su sette e anche i turni di guardia, un servizio professionale di alta qualità oltreché una presenza costante in piccoli centri isolati. Il farmacista rurale è un insostituibile punto di riferimento sociale e siamo certi che l’assessore Coletto, che ha già dimostrato il suo interesse per le piccole farmacie, grazie alla nuova delega al Welfare, offrirà un rinnovato impegno in questa direzione».

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