farmacisti ruraliCome riportato da FarmaciaVirtuale.it, a metà dicembre 2015 il Consiglio di Stato ha spiegato nella sentenza numero 5667 che la maggiorazione del 40% spettante nei concorsi per sedi farmaceutiche ai farmacisti “rurali”, e in quelli straordinari anche ai farmacisti titolari di parafarmacia, non incontra nessun tetto. Non quindi quello di 32,5 punti complessivi (6,5 per commissario) né quello dei 35 punti.
Lo studio associato Bacigalupo-Lucidi spiega quali sono le conseguenze di tale decisione. «Ricordiamo innanzitutto – spiega l’avvocato Gustavo Bacigalupo – che il termine per ricorrere al Tar è di 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria e quello per proporre il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è invece di 120». Se ne deduce che «sono ormai definitivamente inoppugnabili per decorrenza di ambedue i termini le graduatorie di Piemonte, Val D’Aosta, Liguria, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Molise, Marche e Friuli. Nonché la Puglia per quanto riguarda il Tar». Ma «il condizionale è d’obbligo se teniamo presente le graduatorie “rettificative” di quelle precedenti».
In questi ultimi casi, dunque, è ancora possibile ricorrere? Dipende. Prendiamo ad esempio il Lazio, nel quale la graduatoria approvata con la “determina” del 3 novembre 2014 è stata rettificata dapprima il 28 ottobre 2015 e poi il 2 dicembre 2015. Un farmacista rurale che volesse avvalersi dei nuovi tetti ai punteggi potrebbe dunque presentare ora un ricorso? «Appare molto arduo – spiega il legale – ricorrere nel Lazio contro la “determina” del 2 dicembre, laddove non si sia previamente impugnata quantomeno la precedente: si rischia concretamente una pronuncia di inammissibilità. C’è però ancora tempo, in teoria, per ricorrere al Presidente della Repubblica per la rettifica del 28 ottobre 2015». Qualora però, prosegue Bacigalupo, per alcune graduatorie pubblicate intervenisse non una rettifica, ma una completa riformulazione, «tale da incidere comunque anche sulla posizione del rurale», ciò «questa volta senza alcun dubbio, riaprirebbe ex novo i termini dell’impugnativa». In altre regioni, invece, come Abruzzo e Sardegna, i termini non hanno neppure iniziato a decorrere, e dunque le vie sono tutte aperte. Stesso discorso per le regioni «nelle quali le graduatorie sono ancora “in mente Dei”, ovvero Campania, Umbria, Basilicata, Calabria, provincie di Trento e Bolzano».
In generale, secondo Bacigalupo la sentenza del Consiglio di Stato resta «un grosso abbaglio. La questione sta in questi termini: il tetto “massimo di punti 6,5” riguardo alla “maggiorazione del 40 per cento”, va riferito al commissario uti singulus o alla commissione come tale? Nel primo caso il beneficio non permetterebbe al rurale di superare il punteggio complessivo di 32,5, mentre nel secondo il concorrente potrebbe incontrare soltanto il limite dei 35 punti, o addirittura, secondo il Consiglio di Stato, neppure questo limite». «Il vero pilastro su cui si basano le affermazioni della corte amministrativa – aggiunge l’avvocato – sta nella riconduzione alla commissione e non al singolo commissario della maggiorazione», che discenderebbe secondo i giudici dalla natura speciale della legge che concede la maggiorazione stessa e dal fatto che, si legge nella sentenza, «altrimenti si finirebbe col privilegiare coloro che hanno una minore anzianità di servizio nelle farmacie rurali alterando il rapporto proporzionale tra esercizio di attività professionale e corrispondente punteggio conseguibile». Un’argomentazione che, secondo Bacigalupo, «non è per niente vera. Riferire i 6,5 punti a ciascun commissario vorrebbe dire semmai limitare semplicemente la portata della norma, che conserverebbe egualmente una buona consistenza».
La decisione della corte è ovviamente operativa, «e allora non resta che attendere – conclude il legale – che lo stesso Consiglio di Stato abbia occasione di ripensarci, quel che d’altronde potrà accadere anche in tempi brevi perché dovremmo avere prestissimo un’ordinanza in sede cautelare di un Tar (qualche farmacista rurale infatti agirà immediatamente in via giudiziaria con richiesta di sospensiva della graduatoria, laddove evidentemente proponibile)».

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9 Commenti

  1. ma non era un decreto salva italia di bocconiano governo. monti e tutta la combriccola non sarebbero stati capaci nemmeno di fare le carte per una briscola in due….

  2. A nessuno viene il dubbio che la sentenza del consiglio di stato potrebbe essere illegittima per incompetenza giurisdizionale?

  3. Ancora nessuna notizia, nessun intervento dal SUNIFAR di Orlandi. I titolari delle farmacie rurali, sì, quelle della “capillarità”, scudo della mistificazione di Categoria, sono chiamati ad assistere ad un’altra offesa per il mancato riconoscimento del punteggio per il servizio effettivamente prestato. Interpellateli! P.S.

  4. A nessuno viene in mente che la sentenza del consiglio di stato potrebbe essere illegittima per incompetenza giurisdizionale?

  5. Abbiamo partecipato a questo concorso chiedendo diversi chiarimenti.Nel febbraio 2013 fu pubblicato un articolo in cui si chiariva come calcolare gli anni di servizio e la maggiorazione del 40% per chi ne aveva diritto. Ci fu un accordo tra ministero della salute e rappresentanti regionali in cui veniva stabilito per tutti il tetto dei 35 punti. Se si fosse stabilito che i rurali potevano andare oltre questo tetto , tutti, ci saremmo associati ad un collega rurale. Tutti in questo concorso abbiamo rinunciato a parte del nostro punteggio per i massimi stabiliti ,anche a noi pur avendo una anzianità di servizio superiore ai venti anni non ci considerano gli anni in più, per non parlare dei titoli di merito, ma queste sono le regole stabilite dal concorso e come tali le abbiamo accettate.Allora finiamola con le polemiche e i possibili ricorsi, lasciamo che il concorso proceda con le regole stabilite nella fase iniziale .

  6. Allora che senso ha assegnare punteggi per titoli di carriera quando si fissa un tetto oltre il quale non si può valutare il candidato……
    Fino a tre anni fa un candidato quarantenne aveva possibilità pari a ZERO di vincere un concorso ( per titoli ed esame o per soli titoli) perchè era troppo giovane rispetto ai colleghi che avevano più anzianità, ora è troppo vecchio perchè a parità di punteggio ( e siamo tutti là a 35) si dà precedenza al più giovane.
    Bella fregatura…. e non sono polemiche sterili, è solo che per l’ ennesima volta i diktat sono varati da INCOMPETENTI TOTALI!!!!!

  7. Nicola hai perfettamente ragione, sarebbe stato più giusto sommare i titoli di tutti senza nessun limite, chi raggiungeva la cifra più alta risultava vincitore .

  8. non capisco come una sentenza di un concorso ordinario , sbagliata comunque , dove si poteva partecipare solo in forma singola si possa applicare ad un concorso dove si partecipa in forma associata . In più in questo concorso potevano partecipare solo farmacisti rurali sussidiati e dipendenti . Ammettiamo che adessso si alzi il tetto , tutte le associazioni raggiungeranno comunque i 41,5 punti , le uniche saranno quelle con farmacisti giovani che non riusciranno a raggiungerli ma che a loro volta potranno fare ricorsi perchè si sono cambiate le regole durante il concorso . Credo che sia stato fatto a partire dal consiglio di stato con il preciso intento di creare confusione e ritardare o annullare i concorsi straordinari . Questa è l’Italia tutti corrotti ed incompetenti , vi auguro che un giorno vi facciano lo stesso male che voi per i vostri piccoli interessi fate agli altri . ultima cosa :
    FATE SCHIFO

  9. Perché gli esperti del settore non ci danno dei consigli? Voi stessi avete dichiarato che il consiglio di stato ha preso un abbaglio, questo vuol dire che è formato da incompetenti. Allora perché non chiediamo che questo loro abbaglio venga annullato?

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