farmacisti-lobbyBotta e risposta tra il giornalista Antonio Gualdo e il presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio attorno. Il primo, in un articolo apparso su www.nonsprecare.it è tornato sulla questione dell’aumento della tariffa notturna per la dispensazione di medicinali, parlando di «stangatina» con la quale è stato raddoppiato il costo per i cittadini: «Sì, il doppio: alla faccia dell’inflazione e di qualsiasi altro parametro ragionevole per aumentare i costi». Secondo Gualdo, ciò è dovuto alla «lobby dei farmacisti (18mila privilegiati)», che è «molto potente», nonché al fatto che «la signora Lorenzin ha un partito finto e dunque un bisogno urgente di voti e dunque il regalo a un’intera categoria è comprensibile dal punto di vista del suo tornaconto». Il giornalista ha quindi affermato che «per i consumatori non parliamo di piccole cifre. Un esempio? In un piccolo centro, il consumatore è costretto a pagare una siringa da 1,5 euro ben 11 euro», mentre «una confezione di tachipirina, che costa meno di 5 euro, arriva a oltre 12 euro». Inoltre, «per rendere ancora più odiosa questa tassa, la ministra, sempre d’accordo con la lobby della categoria, ha cercato di “indorare” la sua pillola-supposta ai consumatori prevedendo l’esenzione della tassa per chi si presenta in farmacia con un certificato, firmato da un medico del pronto soccorso o da un medico di base, che attesti “l’urgenza” dell’acquisto. In questo caso, il farmacista comunque incassa il suo extra dividendo, ma il conto invece del consumatore lo paga il Servizio sanitario nazionale. Ora, immaginate un signore che ha bisogno di fare un siringa di sera, di domenica: deve cercare il medico di base per non pagare una tassa da 7,5 a 10 euro, e sicuramente in quei giorni e in quegli orari non lo trova. Che fa? Bussa al Pronto soccorso dove i medici sono impegnati a salvare la pelle a qualcuno e chiede una firmetta per non pagare la gabella per un siringa? A volte, di fronte a questi piccoli soprusi, si ha proprio la sensazione che i nostri ministri oltre a mostrare scarsa competenza, vivano sulla Luna. Vicini magari a una farmacia, ma lontanissimi dai problemi quotidiani delle persone».
Nella sua replica, Di Iorio ha dapprima ricordato che «la tariffa professionale è stata adeguata dopo quasi 25 anni» e che quella notturna o festiva «è dovuta esclusivamente per le farmacie di turno comandato che, quindi, prestano a tutti gli effetti un servizio pubblico, ma non per quelle che scelgono volontariamente, e non per comando, di restare aperte». Il presidente di Federfarma Napoli ha quindi contestato la «presunta “collusione” politica ipotizzata tra farmacisti e ministro della Salute» e ha quindi sottolineato che «il diritto di chiamata notturno e/o festivo, per altro remunerato a tutti gli operatori della Sanità che esercitano la loro professione in orari notturni o in giorni festivi, è applicabile esclusivamente sulla vendita di medicinali che, se prescritti su ricetta SSN con carattere di urgenza, pongono il costo del servizio a carico delle Regioni».

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