farmacisti-supply-chain«Mentre entriamo nell’era degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e della Copertura Sanitaria Universale, dobbiamo purtroppo constatare che una parte non indifferente della popolazione mondiale non ha ancora accesso a medicinali di base e salva-vita. Ciò per via di problemi finanziari ma anche per le inefficienze delle catene di approvvigionamento. Uno sforzo per migliorare le supply chains è perciò fondamentale». È con queste parole che si apre un rapporto della FIP (International Pharmaceutical Federation), intitolato “Pharmacists in the supply chain – The role of medicines expert in ensuring quality and availability”. Il documento sottolinea che «il ruolo del farmacista può essere analizzato sia con un approccio top-down che con un approccio bottom-up». L’apporto che il professionista può garantire viene analizzato in questo senso in ogni suo aspetto, partendo dal presupposto che «in un contesto globale di mancanza di sufficiente personale sanitario, l’obiettivo comune è di massimizzare l’uso delle risorse a disposizione». Non a caso, il possibile contributo può andare «dalla gestione del prodotto a partire dalle materie prime fino all’allestimento, ma anche al confezionamento e alla fase di distribuzione al paziente. Senza dimenticare le altre attività relative al ciclo di vita del medicinale». Il tutto con l’obiettivo di creare «una catena di approvvigionamento che sappia rispondere ai reali bisogni e sappia ascoltare la voce dei pazienti». Nel rapporto viene proposto un inquadramento della “pharmaceutical supply chain”, analizzando tutti i passaggi dalla preparazione fino alla somministrazione, e vengono illustrate quindi tutte le competenze che i farmacisti possono mettere a disposizione (sebbene venga specificato come, in alcuni Paesi, i professionisti abbiano bisogno di seguire delle formazioni ad hoc). Viene inoltre affrontato il problema legato al fatto che in molte nazioni «i farmaci sono ancora trattati come una merce qualsiasi, il che non consente di dar loro il giusto valore e fa sì che non si comprenda la necessità di regolamentarne la catena di approvvigionamento». Il rapporto completo è scaricabile dal sito Internet della Fip.

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