farmacie-vittime-di-usuraSi è concluso con tre condanne e otto assoluzioni il processo di primo grado nato da un’inchiesta avviata nel 2010, su presunte irregolarità in operazioni di factoring nel settore della sanità campana. A darne notizia è il quotidiano Il Mattino di Napoli, che riferisce di «uno scenario in cui le difficoltà economiche di imprenditori che avanzavano enormi crediti dall’Asl sarebbero diventate un’occasione d’affari per ottenere cessioni dei crediti a tassi elevati, per l’accusa di usura». Il giornale partenopeo precisa che «le vittime, in questa storia, sono titolari di laboratori di analisi, farmacie e centri fisioterapici e diagnostici, tutti creditori dell’Asl Napoli 1 e costretti, per far fronte a impellenti esigenze di liquidità, a cedere i propri crediti rinunciando a una parte della cifra. Le indagini svelarono anche cessioni di decreti ingiuntivi esecutivi sui crediti vantati. Si parla di somme che sfiorano o superano il milione di euro. Soldi che in molti casi hanno cambiato il destino degli imprenditori finiti con l’acqua alla gola». I giudici in primo grado hanno così condannato una società per azioni «che ha per oggetto attività di finanziamento, acquisto e cessione dei crediti di impresa», mentre hanno deciso di assolvere gli avvocati «che avevano fornito prestazioni legali e lavorato alla monetizzazione del credito». Occorrerà attendere le motivazioni della sentenza per comprendere quali siano state le decisioni nel merito dei giudici. Ma secondo Il Mattino è lecito attendersi un ricorso in appello. Intanto, ciò che si sa è che il processo di primo grado è stato basato su «ventiquattro capi di imputazione», che hanno riguardato una serie di episodi tra cui «il caso di una nota casa di cura della città che vantava dalla Asl crediti per oltre tre milioni di euro. Il meccanismo era in sintesi questo: individuate le imprese interessate alle operazioni di factoring, ci si sarebbe adoperati per la rapida monetizzazione dei crediti con procedure esecutive svolte in sedi non competenti. Poi, ottenuta la liquidazione del credito comprensivo della sorta capitale e degli interessi legali, al cedente sarebbe stata restituita la somma “omettendo quanto incamerato in eccedenza rispetto al limite usuraio” e ottenendo “quale corrispettivo dell’operazione di finanziamento interessi a tassi usurai”. Dal 7 e il 53%».

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