facolta di farmacia firenzeSono 1.329 i candidati che si sono presentati presso l’università di Firenze con l’obiettivo di effettuare un test di ammissione ad una serie di corsi, tra i quali Scienze farmaceutiche applicate, Chimica e tecnologia farmaceutiche e Farmacia. Ma la selezione, di fatto, non c’è stata e sono stati tutti ammessi. La ragione? Un mero errore tecnico, che ha fatto sì che il test si sia svolto secondo modalità completamente diverse da quelle attese dagli aspiranti studenti. Come riportato dall’edizione locale del quotidiano La Repubblica, infatti, questi ultimi «si sono trovati davanti a un quiz diverso da quello che si aspettavano: meno domande, materie diverse e parti addirittura mancanti. “La prova che ci è stata data dalla commissione era completamente differente rispetto a quanto specificato nel bando – ha spiegato uno studente – invece di 75 domande ce n’erano 50: non era presente la parte di comprensione del testo e le domande di fisica, chimica e biologia erano cinque in meno”». È per questa ragione che l’ateneo ha deciso di ammettere tutti in modo automatico, ammettendo di aver rilevato «una difformità tra le indicazioni del bando per l’ammissione e i quesiti proposti durante la prova» e spiegando di voler così «permettere il regolare avvio dell’attività didattica». Così, da parte loro, gli studenti aderenti alla sigla Unione degli universitari hanno dichiarato di voler chiedere al rettore «che venga aperto un tavolo per ridiscutere il numero chiuso: se per un errore formale l’ateneo ha deciso di aprire i corsi, dimostrando di poter sostenere sia il numero di studenti sia la qualità della didattica, perché non si può fare lo stesso anche per altri corsi a numero programmato?».
La questione è stata ed è oggetto di dibattito. Nel 2016, come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’accordo per la determinazione del fabbisogno formativo per il Servizio sanitario nazionale: per l’anno accademico 2016/2017, il numero di farmacisti indicato era pari a 1.279 professionisti. La Fofi aveva sottolineato però che «si registra invece una media di circa 4.700 laureati in farmacia, dei quali quasi 4.000, ogni anno, si iscrivono agli Ordini». Per questo la Federazione aveva ribadito «la necessità di una definizione del numero massimo di iscritti alle facoltà di farmacia, sulla base di una programmazione legata all’effettivo fabbisogno di nuovi professionisti». Lo stesso presidente Andrea Mandelli ha ripetuto in più occasioni che «occorre attuare una regolamentazione più stringente degli accessi ai corsi di laurea in farmacia e CTF, anche evitando di attivarne di nuovi».

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